Luci & Ombre
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Archive for ottobre, 2009

NON E’ LA CUNSKI (?)

ven ,30/10/2009
La nave al largo di Cetraro, ANSA/ FABIO CAMPANA/DBA

La nave al largo di Cetraro, ANSA/ FABIO CAMPANA/DBA

Ok, la nave al largo di Cetraro non è la Cunski.

Conferenza stampa unita, oggi, del Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo e del Procuratore antimafia Grasso. Non è più nemmeno il Cagliari, affondato nel ‘43 (come Grasso aveva dichiarato ieri a Libero) ma è il Catania, affondato nel ‘17 da un siluro tedesco. Il caso è chiuso, il pentito Fonti non è attendibile, ma continueranno ad indagare sulle navi affondate.

Non ci sono bidoni, quello che nelle prime immagini sembrava un bidone, è solo una manica a vento. Il nome è un mistero: per qualcuno che era alla conferenza si vedono poche lettere (una C e una T, dice Rai 3);  per qualcun altro – Ciavoni su Repubblica di oggi – non si vede proprio perché delle cime, che sono sembrate nuovissime, coprono il punto dove sarebbe stato possibile leggerlo (il solito irriducibile di quel giornale bugiardo!). Non c’è assolutamente radioattività.

Siamo tutti più tranquilli e sereni, adesso! I pescatori possono tornare a pescare, gli organizzatori turistici ad organizzare per la prossima estate, noi possiamo andare a dormire sonni tranquilli e pieni di bellissimi sogni.

Non dico che abbiano raccontato frottole, per carità, probabilmente le prime immagini erano meno precise di queste ultime, fatte con tecnologia più scarsa, e io non sono un tecnico … ma gli esperti avevano detto che la nave sembrava costruita negli anni 50-60 e poi (e di questo, forse, qualcosina in più ne so)  a me sembra proprio che lo squarcio abbia (sempre nelle immagini del 12 settembre) i margini estroflessi all’esterno (scoppio interno) e non introflessi (siluro dall’esterno), ma – è bene dirlo – io ho visto per pochi secondi le immagini di oggi … e poi sono astigmatica!

Ma, comunque, non riesco ad essere tranquilla. Ho ancora la stessa paura che avevo prima, soprattutto che riscenda – fra trans e mignotte che ci catturano l’attenzione- una pesante nebbia su tutto.

Intanto, cercando cercando, ho trovato un paio di mappe delle navi, più aggiornate e precise di quella che ho descritto nel primo articolo. Le ho archiviate e presto ve le pubblicherò.

La foto di apertura è ANSA

COME TI CONFONDO L’INFORMAZIONE

mer ,28/10/2009
nave Mare Oceano (da ANSA)

nave Mare Oceano che esegue i rilievi sul relitto di Cetraro (da ANSA)

Prestigiacomo: è esagerato l’allarmismo sulle navi dei veleni

Non è la Cunski, non c’è radioattività, devono essere più prudenti coloro che fino ad ora hanno procurato, senza avere riscontri attendibili, paura e allarme sociale, con gravissime ripercussioni economiche per la Calabria (ansa).

Così, la Prestigiacomo, nostro attuale Ministro dell’ambiente, si è subito affrettata ad annunciare pubblicamente i primi risultati sui rilievi della Nave Oceano che sta esplorando il relitto al largo di Cetraro.

Ma, se andiamo a vedere, le sue argomentazioni sono ancora meno attendibili di quelle degli “allarmisti” a cui fa riferimento (fra i quali, fieramente, la sottoscritta).

- La nave, infatti, pare che non sia la Cunski perchè il cassero risulta nella zona centrale, mentre quello della Cunski era a poppa.

Allora: ricordo che questo relitto è stato scoperto dopo le rivelazioni di un pentito (Francesco Fonti). L’evento risalirebbe al 1992 e le navi affondate, in contemporanea, a poche miglia l’una dall’altra, sarebbero state tre. Non ho capito se il particolare del cassero sia “ufficiale” o provenga  anch’esso dalle dichiarazioni di Fonti, ma il fatto che oggi sarà riascoltato il pentito (proprio su questo elemento) mi lascia fondatamente ritenere che la seconda ipotesi sia quella giusta. E allora? E’ più attendibile il ricordo di aver affondato tre navi ed il posto dove starebbero i relitti, o – a distanza di 17 anni – dove stava il cassero di una di quelle navi? Se la fonte è la stessa, perchè le notizie date dalla Prestigiacomo dovrebbero essere più esatte delle altre? Forse, solo perchè lo dice lei!

- E poi: “fino a 300 metri non c’è radioattività”.

Non prendiamo in considerazione il fatto che la nave è sul fondo a 5000 metri, perchè la radioattività si diffonde a notevoli distanze (anche se ci piacerebbe sapere qual’è la soglia di radiazioni ricercata, ma questa è un’altra storia). Però la notizia esatta data dalla Prestigiacomo  avrebbe dovuto essere: fino a 300 metri non ci sono tracce di uranio. Punto.  Infatti,  non c’è solo una sostanza radioattiva, ce ne sono più di una. E fin’ora sono state ricercate solo tracce di raggi gamma (uranio) e, quindi, unicamente un tipo di sostanza radioattiva. Il plutonio (raggi alfa), ad esempio, verrà ricercato più in là, sui campioni di flora e fauna che, proprio oggi, saranno prelevati dal robot immerso fino al relitto (fonte: newz.it). Ed il  plutonio, giusto per segnalare, sappiate che non è assolutamente meno pericoloso dell’uranio.

Ma l’ultima chicca, la più gustosa, ce la fornisce Libero con una straordinaria dichiarazione del Procuratore antimafia Piero Grasso:  ”proprio stamane mi e’ stato comunicato che gli ultimi riscontri non danno la certezza che si tratti proprio di quella nave, anche se il ‘castello’ sembra essere compatibile con l’indicazione che viene da Francesco Fonti (il pentito che ne ha parlato). Si potrebbe anche trattare di un piroscafo, ‘Il Cagliari’ affondato nel ‘43′”.

E I BIDONI GIA’ INDIVIDUATI SUL RELITTO, SIGNOR PROCURATORE, COSA TRASPORTAVANO, SECONDO LEI?

Vizi privati e pubbliche virtù

dom ,25/10/2009

marrazzo-marrazzo

Vizi privati e pubbliche virtù

Marrazzo si è autosospeso. Tutti sanno del suo vizietto e lui non se l’è sentita di mentire oltre. Chi legge questo blog sin dall’inizio, sa bene quanto poco io mi sia dilungata, in passato, a commentare sui vizi privati di altri uomini politici: appartengo alla categoria dei libertari, di quelli che credono che ogni individuo abbia diritto di fare le proprie scelte private senza che nessuno si erga a giudice dei suoi comportamenti. Su Facebook faccio parte degli amici di Piero, ieri gli ho postato la mia solidarietà. Ma sono rimasta scon- certata dal piccolo numero di persone che l’avevano fatto. Poco fa sono andata a rivedere i commenti e continuo a rimanere sconcertata, questa volta dalle accuse. Qualcuno si è lamentato perchè ieri “lo aveva creduto innocente” ed oggi è deluso, altri puntano il dito sulla cocaina,  altri ancora (la maggioranza) si lamentano perchè non ha denunciato immediatamente il ricatto.

Non ho molti commenti da fare su tutto questo: ha sbagliato e ne prendo atto. Per me il suo sbaglio è stata la grandissima leggerezza di avere dei comportamenti sessuali considerati sconvenienti dalla comune morale bigotta del nostro Paese, pur essendo un personaggio molto popolare e con un importante ruolo istituzionale, senza mettere in conto che – prima o poi, in un modo o nell’altro – comportamenti di questo tipo avrebbero potuto essere resi pubblici e, quindi, diventare incompatibili con la sua posizione politica. Chi fa politica e vuole fare carriera, dovrebbe ben guardarsi dall’incappare in “infortuni” di questo tipo. Ha scoperto il fianco ed è stato colpito. Punto.

Sul fatto di aver soggiaciuto ad un ricatto, personalmente sono molto più morbida: denunciarlo significava sputtanarsi pubblicamente con le proprie mani, e quale uomo politico (di destra o di sinistra che sia) lo avrebbe fatto? Non me la sento di condannarlo moralmente per avere taciuto, siamo esseri umani e non santi, di Madre Teresa di Calcutta ce n’è stata una sola e non per niente l’hanno subito beatificata! Restiamo coi piedi per terra, ecchecca**o!

Ho solo un secondo ed ultimo commento da fare: se andiamo a vedere la storia recente dobbiamo ammettere che, fuori dall’Italia, qualsiasi uomo politico sia incappato in uno scandalo si è prontamente dimesso. Da noi, invece, ci sono figli e figliastri: Marrazzo, sorpreso con un trans si è autosospeso, ma Berlusconi, nonostante minorenni e puttane sta ancora lì. Questa è la differenza tra sinistra e destra, tra onore e cialtroneria!

E ora i quattro carabinieri arrestati dichiarano la loro innocenza, che sono estranei ai fatti e che si tratta di un complotto ordito molto in alto. Non saprei dare giudizi: istintivamente ho l’impressione che potrebbe anche essere vero. Ma tra le due versioni, in tutta coscienza, non so quale sia peggio, per questo nostro povero Paese!

In ogni caso, Piero continua ad avere tutta la mia solidarietà, tutto il mo apprezzamento e tutto il mio rispetto, a prescindere!

La solita testa di minchia

lun ,19/10/2009
Il famoso papello

Il famoso papello, a sinistra, appunti di Ciancimino, a destra

Sarebbe stato questo, secondo Massimo Ciancimino, il  commento del padre Vito alle richieste della mafia nei confronti dello Stato, pretese da Riina nel famoso foglietto, ormai ribattezzato papello.

In questi giorni se ne parla molto, perchè il foglietto sarebbe stato appena consegnato da Ciancimino ai magistrati di Palermo. Ho usato il condizionale per tutti e due gli eventi: era d’obbligo, visto che per il momento non ci sono ancora conferme di nulla, ma solo molte chiacchiere.

Ed è proprio sulle chiacchiere di questi giorni che vorrei fare qualche considerazione.

Stiamo parlando dei primi anni ’90, delle stragi di mafia e del coinvolgimento di alcuni rappresentanti dello Stato (o delle sue istituzioni tattiche) in trattative con Cosa Nostra. Argomento molto vasto e con implicazioni che si diramano a 360 gradi, in un labirinto esponenziale in cui non è assolutamente facile orientarsi.

Allora: la pubblicazione di questo papello, è ovvio, ha scatenato un mucchio di commenti. La maggior parte  in ordine all’enormità delle richieste di Cosa Nostra ma, a me personalmente, sarebbe sembrato molto più logico che qualche voce autorevole si levasse, non già sul contenuto, ma sul fatto stesso della sua esistenza. Mi spiego meglio: per quanto mi riguarda, ritengo che l’abnormità del fatto sia che la Mafia ritenesse possibile mettersi a contrattare con lo Stato, non che abbia richiesto la revisione del maxi processo, piuttosto che l’abrogazione del 41bis. Punto.

Ma qui, invece, sembra che tutti diano per scontato che Cosa Nostra potesse permettersi di patteggiare, e non importa se formulava richieste folli o meno, tanto si sa che – durante una contrattazione – il richiedente poi scende di prezzo rispetto alla pretesa iniziale!

Bene o male, se andiamo a vedere, il contenuto dei commenti di questi giorni ha proprio questo tenore! E non vi parlo di opinioni qualsiasi, ma di pareri illustri, e tra questi, quello che più mi ha sconcertato è quello di Piero Grasso, magistrato, Procuratore Nazionale Antimafia che, appena tornato da New York,  ha rilasciato almeno due interviste, una a La Stampa, l’altra a Rai3

In buona sostanza, in entrambi i casi, ci riferisce che da tempo la Magistratura è al corrente di questi “tentativi” di contrattazione, che c’è in corso il processo agli ufficiali del Ros, Mori e De Donno, proprio per contatti con Vito Ciancimino e che, tutto sommato, non è normale che uno Stato scenda a patti con la malavita organizzata, ma bisogna tenere conto del periodo storico che si stava vivendo ed, in definitiva (dice a Rai 3) “Il momento era terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva stragista che era iniziata con Falcone: questi contatti dovevano servire a questo e ad avere degli interlocutori credibili”

Io non credo che la strada della contrattazione fosse quella giusta per fermare le stragi della Mafia, tant’è che qualche mese dopo  fu ucciso Borsellino, e Riina (a detta di Brusca) commentò: “si sono fatti sotto”!. Sono completamente d’accordo, invece, con quanto ha scritto due giorni fa Nello Trocchia su AntimafiaLa storia del papello si può raccontare così: come il grande inganno consumato a danno di chi, generali, carabinieri, poliziotti, giudici, giornalisti, ha creduto la mafia il nemico da battere, le connivenze il livello da intercettare e debellare.”

E allora, qualcuno mi risponda: quante sono – all’epoca, ma soprattutto oggi – le solite teste di minchia, in questa storia?

L’immagine di apertura à presa  dall’articolo di Silvia Cordella su Antimafia

In Direzione Ostinata e Contraria

mer ,14/10/2009
Campagna de lCentro Multiservizi, Comune di Milano

Campagna del Centro Multiservizi, Comune di Milano

So che mi tirerò appresso un mucchio di critiche, ma voglio spiegarvi perchè, allo stato attuale, NON SI DEVE FARE RICORSO CONTRO I VERBALI DI INVALIDITA’ CIVILE.

Molti lo sanno, altri no: io faccio il medico-legale a tempo pieno e mi occupo prevalen-temente di penale (autopsie) per la Procura di Cassino. Quello che pochi sanno è che mi occupo anche di contenzioso civile, e – come consulente medico del Patronato INCA (CGIL) di Cassino da 5 anni – mi passano per le mani quasi tutte le nostre pratiche giudiziarie: ma in genere sconsiglio di iniziare i ricorsi, in direzione ostinata e contraria (per parafrasare Faber) rispetto a quella che è la tendenza generale.

Oggi vi spiego perchè.

Non ho intenzione di spiegarvi cos’è l’Invalidità Civile nè quale sia l’iter burocratico per il suo riconoscimento: questo lo trovate in due minuti con una semplice ricerca in rete. Voglio, invece, fare un po’ di dietrologia e spiegarvi che cosa succede una volta che avete fatto ricorso contro un verbale della Commissione che vi dice: no, a te non spettano soldi, nè per la pensione, nè per l’accompagno. E, soprattutto, spiegarvi perchè non vi conviene andare da questo o quel faccendiere (purtroppo ce ne sono diversi anche qui) che vi convince ad inizare una causa già persa in partenza (a meno che – pagando – non vi procuri certificati falsi, con cui potrete fare una sceneggiata ed imbrogliare! Ma questa è un’altra storia).

E vengo al sodo: tre sono i motivi per cui, oggi come oggi, non conviene più fare ricorso:

se fai ricorso giudiziario, non puoi più fare domanda di aggravamento finchè “la sentenza non sia passata in giudicato”, cioè non sia diventata definitiva (recente decreto-legge anticrisi). Il che significa che, se oggi, ottobre 2009, uno è diabetico e ricorre contro un verbale che non gli ha dato la pensione e, mettiamo il caso, tra cinque mesi gli diagnosticano una brutta neoplasia, non può più chiedere nulla fino al 2012-2015. Magari nel frattempo crepa, e i soldi se li godranno gli eredi. Sicuramente il tumore gli farà “meritare” non solo la pensione, ma anche l’accompagno, ma arriveranno sempre dopo 2-4 anni.

la Legge dice che, a meno che una persona abbia un reddito lordo inferiore a 20.000 Euro l’anno, se perdi la causa, devi pagare le spese di giudizio. Questa norma è in vigore dal 2003. A Cassino non era stata mai applicata (non so altrove) ma da un po’ di mesi la applicano anche qui.

è il più importante e riguarda il fatto che non vengono più concessi gli arretrati. Anni fa era diverso: fino al ‘94 circa, i ricorsi venivano fatti perchè le Asl non evadevano tutte le pratiche e passavano anche anni dalla domanda alla visita. Quindi – per assurdo – si faceva prima a passare dal Tribunale. Poi le Asl si sono messe “in riga” ed hanno  rispettato i tempi: oggi passa un mese, massimo due dalla domanda, e ti visitano. Quindici giorni massimo se si tratta di tumore.

Un tempo, la visita del medico nominato dal Tribunale (cosiddetto CTU) si svolgeva “in privato” cioè a due: medico e paziente. Il medico decideva, e nessuno si opponeva. Oggi no: gli Enti pagatori (prima Ministero del Tesoro, oggi INPS) mandano sempre il loro medico-legale, il paziente qualche volta si porta il suo.

Allora: poichè oggi i ricorsi non sono più fatti perchè la Commissione Asl non ti ha mai visitato, ma perchè ha espresso giudizio negativo, l’interesse dell’INPS è di non perdere la causa (prima si trattava solo di motivi amministrativi, oggi è una questione di qualità, cioè il risultato va ad incidere sul buono o cattivo funzionamento dell’Ente). E’ un escamotage tutto nostro, fedele al detto: fatta la legge, trovato l’inganno, ma se il CTU riconosce che quella persona ha diritto alla pensione o all’accompagno, il medico dell’INPS si impunta prevalentemente sulla decorrenza del beneficio/soldi e nella maggior parte dei casi il beneficio viene fissato alla data della visita del CTU (in genere uno, due o anche tre anni dopo la visita Asl). Se il paziente si è portato il suo medico-legale, la concessione può arrivare a qualche mese prima della visita, ma non arriverà MAI alla data della domanda! Certo, c’è qualche caso che esula da questa regola, in cui si concede qualche mese in più, ma per la stragrande maggioranza delle volte va come vi ho detto io.

Il perchè è semplice: se il CTU riconosce che la Commissione ha sbagliato e concede tutti gli arretrati, l’INPS risulterà soccombente, cioè che ha perso la causa e, per prima cosa, dovrà pagare le spese processuali, e per seconda cosa, risulterà – statisticamente – che ha lavorato male! Se, invece, il CTU concederà solo qualche mese, sarà come se la Commissione non avesse sbagliato: il paziente si è aggravato, non è colpa di nessuno, le spese processuali le paga lo Stato e l’INPS è bravo, buono e bello e sono tutti contenti! Ma il povero paziente, che magari si è aggravato solo qualche mese dopo la visita Asl, ha solo perso un gran mucchio di tempo!

Una riflessione finale e non vi tedio più: personalmente è da sempre che vado in direzione ostinata e contraria, e faccio i certificati per cause solo in casi rari, e cioè quando mi rendo conto che le Commissioni hanno veramente preso fischi per fiaschi, per il resto consiglio di aspettare e di tornare a visita se – e quando – la salute della persona sarà peggiorata, in modo da fare una nuova domanda “di aggravamento” ed, in genere, ho molti buoni risultati. Magari ci perdo un po’ di soldi, ma almeno non prendo in giro la povera gente!

E voi, non fatevi prendere in giro da qualcun’altro, solo perchè “vi fa tutto molto semplice”!

L’immagine di apertura è presa dal sito del Comune di Milano