Luci & Ombre
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Archive for settembre, 2009

“Navi a perdere” : la mappa dei depositi di rifiuti tossici

mar ,29/09/2009

La mappa dei possibili depositi di materiali tossici

Ci sono notizie che fanno fatica a “partire”. Fanno timidamente capolino in questo o quel giornale o vengono trasmesse sottovoce in questo o quel TG. Eppure, dovrebbero essere urlate, ma quasi tutti preferiscono nascondere la testa nella sabbia come gli struzzi, perchè queste notizie fanno paura, una paura da Armageddon, da Giudizio Universale.

Parlo delle navi affondate nei nostri mari. Affondate di proposito perchè cariche di rifiuti tossici: molte con scorie radioattive. E parlo, anche, dei vari siti dove per anni altre navi hanno scaricato rifiuti tossici, magari speronando ed affondando (con morti) i pescherecci che avevano avuto la sola colpa di trovarsi lì e vedere quello che stava accadendo.

Ma non “divaghiamo” e fermiamoci agli affondamenti, di moda in questo periodo, dopo il rinvenimento della Cunski.

Il perchè di questi affondamenti è semplice: mettere in sicurezza i rifiuti tossici, specie quelli nucleari, costa un mucchio di soldi. Dare una parte di questi soldi alla malavita organizzata (e risparmiare intascandosi il resto, più il rimborso dell’assicurazione) è molto più semplice e, soprattutto, remunerativo. Della salute del nostro pianeta (è di questi giorni il G20 con l’ultimatum americano) si sa, a quelli che hanno le tasche gonfie, non gliene è mai potuto fregà de meno: un piccolo esempio? uno stralcio di dialogo tra malavitosi, agli atti delle indagini della DDA (fonte: Repubblica)  Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e chi vuoi che se ne accorga?”. “E il mare? Che ne sarà del mare della zona se l’ammorbiamo?”. “Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi che con quelli, il mare andiamo a trovarcelo da un’altra parte…”.

Il mio pensiero, però, è anche un altro: sembra che siano trent’anni che si rumoreggia su questi argomenti, ma, come ho detto prima, sono anche trent’anni che mettiamo la testa nella sabbia. Fa comodo a tutti generalizzare perchè in questo modo il problema viene privato della sua gravità  e – spersonalizzato della sua identità – è più accettabile perchè fa molta meno paura, come un qualcosa di etereo e vanescente, che, in definitiva, è molto distante da ognuno di noi o, in altre parole: “non ci tocca”. Risultato: le masse rimangono tranquille e i responsabili possono continuare a fare quello che pare a loro.

Infatti, tolti pochi sporadici esempi di irriducibili allarmisti ed irremovibili fissati dell’ecologia, anche negli articoli di questi giorni (escluso il singolo caso della Cunski) si tende ad estraniare il problema parlando di coste del mediterraneo (e non dei luoghi specifici), di navi (e non di tutti i singoli nomi), di rifiuti tossici (e non di scorie radioattive), di numero imprecisato (da 30, 40, 58, 100 e così via). Ho fatto il solito giro in rete, ed ho trovato – come al solito – moltissimi riferimenti. Ma l’argomento è vasto e non si può trattare in poche righe, nè voglio farlo perchè anch’io mi infilo nella categoria degli irriducibili, perciò ho deciso di pubblicare, almeno per il momento, (oggettivando in vece di teorizzare) solo la mappa delle notizie che ho raccolto sui punti dove potrebbero giacere rifiuti pericolosi. Per la storia sul “come” si è arrivati a questo finimondo, ho bisogno di capirci un po’ di più.

Ecco, dunque, qui di seguito l’elenco di tutti i casi che sono riuscita a trovare e che ho visualizzato in forma grafica (usando Google maps) nell’immagine di apertura.

Vi devo, però, precisare alcuni punti:

-          E’ chiaro che, a meno di quei pochi casi conclamati con vero e proprio ritrovamento, si tratta di segnalazioni da confermare, per cui prendete l’elenco e la mappa con le dovute cautele: qualsiasi diceria ha probabilità di essere vera, ma solo finchè non se ne prova il contrario!

-          Ho cercato di riportare il più succintamente possibile le notizie che ho trovato, per cui – chi ne volesse maggiori informazioni – può seguire i link o fare ricerche in proprio (tutto il materiale è stato attinto da notizie pubbliche, liberamente accessibili per chiunque).

-          Ho anche cercato di segnare i punti nel modo più preciso possibile, ma non sono del mestiere e mi scuso in anticipo per le imprecisioni che, sicuramente, ci sono.

-          Nella mappa sono presenti tre tipi di segnalazioni:

  • Gli autoaffondamenti (“navi a perdere”) ed i naufragi di navi (incappate in incidenti o in tempeste) con sospetto (o certezza) di carichi costituiti da rifiuti dannosi: sono quelle con il numeretto rosso
  • Gli affondamenti di pescherecci speronati da navi di cui sopra (sono quelle con il numeretto verde)
  • I possibili giacimenti di rifiuti sversati dalle navi di cui sopra (numeretti viola per le navi, cerchio giallo per i giacimenti)
  1. 1979, 6 maggio: affonda la motonave Aso, a largo di Locri(RC) insieme a 900 tonnellate di solfato di ammonio (altamente tossico, derivato da prodotti di reazione nelle industri chimiche).
  2. 1982, 26 giugno: affonda la motonave Barbara, in direzione dell’isola di Zante, insieme a 1200tonnellate di manganese (altamente tossico, ossida qualunque materiale organico con cui viene a contatto ed è stato provato che esposizioni a questo metallo possono provocare la prematura comparsa del Morbo di Parkinson);
  3. 1982 (dal): la nave Isola Celeste (di proprietà della Finaval di Palermo, noleggiata  dall’Enichem) ha sversato sui fondali al largo di Otranto, tremila tonnellate alla settimana di scorie industriali. Dopo un accertamento scientifico sulla moria di fauna marina, che stabilì un nesso di causalità con gli scarichi ordinati dall’Eni, la magistratura dispose il sequestro della nave-cisterna. Gli esami hanno accertato che «nei reflui dell’Eni sono presenti mercurio, cromo, fenoli, solventi » (fonte: Left)
  4. 1985, tra il 3 luglio ed il 16 novembre: sparisce la Nicos 1 con il suo carico. Era partita dal porto di La Spezia dopo il rilascio del suo comandante, fermato proprio per il carico. Il porto di destinazione avrebbe dovuto essere Lomè (Togo) ma non ci è mai arrivata, ed anzi risulta che avrebbe scalato in porti assolutamente fuori rotta (Cipro, Libano, Grecia). Secondo la documentazione ufficiale, i caricatori erano rappresentati da alcune ditte italiane per materiali vari (come legname, contenitori di metallo, macchine per la lavorazione del legno, sanitari, fotoriproduttori) che erano stati imballati in containers, gabbie e cartoni. A fronte di siffatte circostanze quantomeno anomale, si ritiene, invece, che la motonave in oggetto, una volta sbarcato il carico in Libano e sostituito il personale di bordo, abbia cambiato denominazione («Haris») per essere rintracciata in porto greco. (fonte: relazione Commissione Ministeriale, Doc XXIII n.38 )
  5. 1986, 11 marzo: affonda la nave cipriota Panayota a ridosso dell’isolotto di Pianosa,custodiva nella stiva circa 695 tonnellate di residui chimici. (fonte: Left)
  6. 1986 La motonave Mikigan, affonda il 31 Ottobre 1986 a largo di Capo Vaticano (VV), con i suoi container pieni di polvere di marmo e cemento (nota: la polvere di marmo viene usata per mascherare le emissioni radioattive, per questo alcune delle navi di cui stiamo parlando sono partite dal porto di Marina di Carrara, come la Mikigan). (fonte: Legambiente, Terre Blu, 2004)
  7. 1987, 21 maggio: la motonave maltese Rigel affonda a 20 miglia da Capo Spartivento, probabilmente in acque internazionali. Su questo evento sono state svolte indagini giudiziarie ed hanno lavorato Commissioni camerali, ma a tutt’oggi il relitto non è ancora stato individuato. La nave era partita dal porto di Massa ed impiegò 12 giorni a percorrere 800 miglia. Sconosciuta la destinazione. (perfetta letizia e fonti varie)
  8. 1988, 9 dicembre: affonda la Four Star , battente bandiera dello Sri Lanka, con carichi vari, in un punto non conosciuto dello ionio meridionale, durante il viaggio da Barcellona ad Antalya (Turchia). (fonte: zona nucleare)
  9. 1988, 16 dicembre: affonda la nave giapponese  Et Suyo Maru (Eden V), proveniente da Beirut, davanti al litorale garganico, in riva al lago di Lesina. Il relitto (3.119 tonnellate di stazza per 95 metri di lunghezza), non è indicato su alcuna mappa, ma si è insabbiato sulla duna del lago costiero di Lesina. Attorno allo scafo, per un raggio di tre chilometri sul litorale, giacciono 23 barili arrugginiti e maleodoranti, rimossi dall’amministrazione provinciale di Foggia solo nel 2007, dopo un’interrogazione parlamentare di legambiente (fonte: Left, Rifiuti radioattivi: il caso Italia, 1995)
  10. 1989, 10 aprile: affonda la Selin, al largo del Gargano, in direzione delle isole Pelagose, 1.712 tonnellate di stazza lorda, carica di scorie tossico-nocive, porta il nome Selin (fonte: Left)
  11. 1989, agosto,la motonave maltese Anni affonda davanti al porto di Ravenna durante il viaggio dal Pireo a Ravenna, in acque internazionali. (fonte: Legambiente, Rifiuti radioattivi: il caso Italia, 1995)
  12. 1990, 10 dicembre affonda la Comandante Rocio di fronte al porto di napoli. Da La Repubblica dell’epoca: “La bufera ha reso ancora più difficili le operazioni di salvataggio di sette naufraghi, cinque polacchi e due tedeschi, che hanno lanciato l’ S.O.S. la notte scorsa a 140 miglia dal porto di Napoli. La loro nave, la Comandante Rocio di mille tonnellate, è stata trovata che galleggiava inclinata di 45 gradi nel Tirreno. I sette uomini sono stati salvati grazie al pronto intervento di una imbarcazione svedese, dirottata sul luogo del naufragio dalla capitaneria di Porto di Napoli.”. Di questa nave ne dà notizia un rapporto degli anno ’90 di Legambiente, Greenpeace e WWF, dove la Comandante Rocio viene citata con altre quattro. Tre di loro fanno parte di questa lista. L’ultima è la Irini, che naufragò il 23 novembre 1991 davanti a Montelungo, insieme ad altre due navi (la Marta e la New Rose) a causa di una tempesta. Sembra, però, che trasportasse semola di grano e non rifiuti tossici, anche se il semolino inquinò comunque le spiagge, per cui venne emanato divieto di balneazione. (fonte: Repubblica
  13. 1990, 14 dicembre affonda la famosa Jolly Rosso: si trova in difficoltà al largo di Vibo Valenza, viene trainata e finisce per piaggiarsi a Capo Sudero. E’ un caso di cui si è parlato molto e meriterebbe un intero post. A questo spiaggiamento (ed alla parziale scomparsa del carico) sembra siano collegati l’inquinamento del fiume Oliva ed il rinvenimento (tra il 2007 ed il 2008, da parte dell’Arpacal e del perito Morselli) “in profondità a Foresta agro di Serra d’Aiello, la presenza di Cesio 137 (lo stesso fuoriuscito da Chernobyl). (fonte: meetup)
  14. 1991, 1 febbraio, la motonave Alessandro I affonda al largo di Molfetta, insieme a 3500 tonnellate di rifiuti tossici provenienti da Gela derivati dalla lavorazione del petrolio (fonti varie)
  15. 15.  1991, 12 settembre: affonda il peschereccio Arcobaleno, al largo di Pianosa. “Secondo quanto si apprende dalle comunicazioni radio con la Capitaneria portuale, è il 12 settembre ’91 quando gli uomini d’equipaggio, testimoni involontari, assistono allo sversamento di bidoni metallici ad opera di un mercantile sconosciuto. L’imbarcazione da pesca viene successivamente speronata dalla nave di 2.582 tonnellate di stazza lorda. I pescatori Giuseppe e Saverio Olivieri e il collega Matteo Guerra risultano dispersi. Il motopesca è adagiato su un fondale a 110 metri” (fonte: Left)
  16. 1992 affonda la Yvonne A al largo di Maratea (memoriale di Francesco Fonti, in l’Espresso )
  17. 1992 affonda la Cunski (o Shahinaz) al largo di Cetraro (fonte: come sopra). E’ la motonave su cui si discute in questo periodo, il cui relitto è stato trovato a seguito delle indicazioni del pentito Fonti.
  18. 1992 affonda la Voriais Sporadais a largo di Genzano, nel cosentino (fonte: come sopra)
  19. 1993, mese di maggio, la motonave Marco Polo, “va in balia delle onde”; non si sa se sia affondata nel canale di Sicilia o se sia arenata in Tunisia. Fatto sta che “i container della Marco Polo … rinvenuti a Casamicciola (Ischia) e a Salerno (Fonte: resoconto della Commissione camerale, novembre 2004)
  20. 1992 affonda la Euro River, tra Policoro e Ginosa (fonti varie)
  21. 1994, marzo:  Inizia il viaggio della Korabi Durres dal porto di Durazzo; di questa nave si conoscono parte degli spostamenti e si sospetta che abbia scaricato rifiuti radioattivi “a ridosso della cosiddetta fossa di Badolato, profonda oltre 1000 metri. (fonte: Legambiente, Rifiuti radioattivi: il caso Italia, 1995)
  22. 1994 la famiglia San Luca acquista la Marylijoan in Francia a Marsiglia dal faccendiere siciliano Cipriano Micciché (fonte: memoriale di Forte); non ho ritrovato notizie sull’affondamento.
  23. 1994 la famiglia San Luca acquista la Aoxum in Norvegia, tramite Valentino Foti, italiano residente a Bruxelles nel consiglio di amministrazione della banca svizzera Fimo A.G. (fonte: memoriale di Forte); non ho ritrovato notizie sull’affondamento.
  24. 1995 affonda la Monika acquistata in Germania a Baden Baden, per conto della famiglia San Luca tramite il faccendiere di Lubiana Dusan Luin (fonte: memoriale di Forte); non ho ritrovato notizie sull’affondamento.
  25. 1995, 1 maggio: affonda il peschereccio Messalina “18 miglia a nord-est di Vieste – a 135 metri di profondità – giace l’imbarcazione Messalina. Dai riscontri ufficiali risulta speronata, il primo maggio 1995, dalla nave Esram (12.670 tonnellate di stazza lorda). Identico copione: la nave cisterna turca viene scoperta alle ore 20 mentre abbandona in mare il suo carico speciale. Le condizioni meteo-marine appaiono ottime. L’Esram urta e affonda deliberatamente il peschereccio di Manfredonia e poi fugge a Rijeka in Jugoslavia. Muoiono Michele Attanasio e Antonio Andretti. Il sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe De Benedectis, ritrova la nave, poco tempo dopo, in Sicilia. La mette sotto sequestro ma non riesce ad individuare i colpevoli. (fonte: Left)
  26. 1995 La motonave Karoline, affonda il 7 Novembre 1995 nei dintorni dell’isola di Ustica con tutto il carico di sostanze imprecisate, tra cui il torio (metallo radioattivo);
  27. 1998, 8 marzo:  affonda il peschereccio Orca Marina, a 12 miglia est al largo del Gargano. “Muore il giovane Cosimo Troiano. «I container sono stati individuati», scrive nel rapporto il capitano di fregata Vincenzo Morante. In una nota riservata – di cui nessun civile era a conoscenza – inviata dalla Capitaneria di Porto al comando navale dell’Adriatico, è scritto: «Il sinistro marittimo potrebbe essersi verificato a causa del probabile incattivamento dell’attrezzo da pesca a strascico in un ostacolo presente sul fondale marino. Inoltre, dall’esame delle deposizioni testimoniali rese dai naufraghi, è risultato che tale ostacolo potrebbe essere uno tra i tanti container presenti nella zona, sbarcati tempo addietro da nave sconosciuta. Pertanto si prega di disporre un’accurata perlustrazione all’interno dell’area dove giace il relitto». Potrebbe trattarsi del mercantile bulgaro Osogovo, l’ultima nave avvistata ad abbandonare il suo carico di morte. Nell’estate del ‘98 il cacciamine Vieste localizza la motobarca, mentre la nave Anteo trasporta i palombari del Comsubin che recuperano il corpo del pescatore e filmano i container. La notizia del ritrovamento del cimitero subacqueo di rifiuti rimane però “top secret” (fonte: Left)

NO COMMENT

L’immagine di apetura l’ho creata personalmente su base di Google Maps

Elite?

lun ,21/09/2009

14916 Parassita S

Ci ho provato in tutti i modi: ma non riesco a farmene una ragione. Non riesco ad ammettere che la nostra cultura sia andata a finire nei bidoni dell’immondizia e che a governarci siano una manciata di pazzi allucinati ed arroganti.

Ogni giorno ce n’è una nuova e a nulla valgono le nostre critiche, anche feroci, che ci scambiamo in quel canale informativo privato dei nostri blog e delle nostre comunità in rete: ogni giorno è sempre peggio.

Sarò nostalgica, sarò retro, ma non ne posso più di esternazioni come quelle di Brunetta o gesti come quelli della Santanchè e mi verrebbe solo voglia di andare lì, dar loro un ceffone, come facevano – un tempo – i bravi padri di famiglia quando i bimbi dicevano una parolaccia o facevano le bizze, e comandargli: in castigo, chiudetevi in casa e riaffacciatevi al mondo quando ne sarete degni.

Ma oggi, secondo chi ci governa, i buoni padri di famiglia sono quelli che portano le figlie a fare i book fotografici o le accompagnano a questo o quel provino, e mentre un tempo ci si portava appresso la minigonna infrattata nella cartella per indossarla di nascosto una volta fuori casa, oggi c’è mamma che ti accompagna dall’estetista a 12 anni.

Già, perchè in quindici anni (più o meno) sono cambiati i costumi sociali: non è più un peccato fare la mignotta, anzi, mamma e papà – più o meno velatamente – ti ci spingono e, quando non lo fanno, si oppongono blandamente o, peggio, fanno finta di non accorgersene.

D’altra parte, come potremmo dar loro torto? Se oggi insegni a un figlio i valori in cui tu hai sempre creduto, se non gli compri roba firmata o non gli fai capire come si imbroglia e si mente (negando tutto, specie l’evidenza) ne fai un disadattato, uno ai margini della società. E, soprattutto, uno che non guadagnerà mai abbastanza e farà sempre la fame. E chi desidererebbe questo per il proprio figlio?

L’esempio lampante ne sono i componenti del nostro attuale Governo: basta ascoltarli quando parlano, basta vedere la differenza tra quello che dicono e quello che fanno, tra allucinazione e realtà

Sapete da dove è nata la sfuriata di Brunetta? Da un articolo de L’Espresso del 10 settembre, dove si metteva in dubbio la validità delle manovre di risanamento della Funzione Pubblica, che lui aveva posto in essere con i vari provvedimenti anti “fannulloni”. Lui dice che hanno funzionato e che l’assenteismo è sceso del 40%, L’Espresso dice che le sue statistiche sono falsate.

Apriti cielo, spalancati terra! Vi riporto le frasi più famose del convegno Pdl di Cortina d’Ampezzo, le ultime, dove ha definito la sinistra “elitaria e parassitaria”.

Esiste in Italia un culturame parassitario vissuto di risorse pubbliche che sputa sentenze contro il proprio Pae­se ed è quello che si vede in que­sti giorni alla Mostra del Cine­ma di Venezia”. “Ci sono elite irresponsabili che stanno preparando un vero e proprio colpo di stato. Vada a morire ammazzata. Mentre gestivamo la crisi non abbiamo visto l’opposizione. E questo per la democrazia è un problema. Abbiamo visto le elite, o sedicenti tali, impegnate a buttare giù il governo. Sono sempre le solite: quelle delle rendite editoriali, finanziarie, burocratiche, cinematografiche e culturali, che hanno combattuto il governo reo di aver cominciato a colpire le case matte della rendita». Infine il consiglio da “amico” alla sinistra italiana “per bene”: Alla “sinistra perbene”: liberatevi dall’oppressione di questa “elite di merda“.

Ed è di oggi l’affermazione che non chiederà scusa nè farà passi indietro, perchè lui ha piena ragione. Mentre sto scrivendo, è su canale 5, tra le altre cazzate sta dicendo che il Governo provvederà a fornire a tutti gli italiani che ne faranno richesta, dal 1° gennaio 2010, un computer per collegarsi con INPS, INAIL e così via, e non si faranno più file agli sportelli. Poi, spiega meglio, forniranno un account!

Beh, non ci meravigliamo più di niente, ormai siamo allo sbando, e se poi i commenti dei suoi sono come quello di Bondi, Ministro della Cultura e coordinatore del Pdl:  “Renato Brunetta ha compiuto un’opera culturale, nel senso che ha squarciato il velo di ipocrisia che divide la maggioranza dei cittadini italiani da una minoranza che disprezza il voto popolare, e che pretenderebbe di sostituirsi ad esso sulla base di un’aristocratica concezione della democrazia” (da Adkronos)

Prima di questa, però, aveva pubblicato, sul sito del Ministero, le sue argomentazioni e fatto una conferenza stampa, la trovate su YouTube, ascoltatela, è eccezionale: un capolavoro di concetti e di sintassi.

Ma tornaténe a far danno a casa tua, và.

La vignetta di inizio è presa da “ridere è una cosa seria

Cos’è la libertà?

ven ,18/09/2009

Copia+di+Sfondi-desktop-mare-delfini-uccelli Libertà di decidere di sè stesso, della propria mente e del proprio corpo: in altre parole, libertà di poter scegliere. Dove non ci sono scelte possibili non c’è libertà ed uno Stato che non ti permette di scegliere liberamente il tuo destino non è uno stato libero.

Non me la vengano a menare, il Popolo Delle Libertà non sa proprio cosa sia la Libertà: esso è ottuso, castrante, frustrante, reprimente, soffocante, limitante, inibente, bloccante, frenante, spegnente, deprimente, avvilente, annullante, sconfortante, sconsolante … ho reso l’idea?

La notizia è di ieri: il TAR del Lazio ha accolto il ricorso del Movimento difesa dei Cittadini contro l’Ordinanza Sacconi, quella che fu promulgata per il caso di Eluana Englaro, caso che – all’epoca – divise in due l’Italia. Non ne parlo oltre, credo che se ne sia parlato anche troppo e che ce lo ricordiamo tutti.

Recita la sentenza (da quel farabutto cattocomunista di quotidiano che è La Repubblica): il paziente “vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi”. Il Tar, nella sentenza n. 8560/09, ha evidenziato che si tratta di questioni che coinvolgono il “diritto di rango costituzionale quale è quello della libertà personale che l’art. 13 (della Costituzione, ndr) qualifica come inviolabile”.

Ma, sempre da Repubblica, sembra che Sacconi abbia commentato: “Se corrisponde al vero quanto contenuto in una nota che fa riferimento a una sentenza del Tar del Lazio sul caso di Eluana Englaro, questo rende di fatto ancora più urgente l’approvazione della ‘norma Englaro’”, sostiene il ministro del Welfare Maurizio Sacconi spiegando che la norma riguarderà “l’inalienabile diritto all’alimentazione e all’idratazione per offrire una certezza normativa coerente con l’articolo 2 della Carta costituzionale e con il riconoscimento del valore della vita che è presente nella tradizione largamente condivisa del nostro popolo“. Parla della proposta di Legge sul testamento biologico, attualmente in esame al Senato, congiuntamente ad altri nove disegni di legge in materia (S.10, S. 51, S. 136, S281, S 285, S 483, S. 800, S 994, S 1095). Questa proposta, se approvata, impedirebbe di “staccare la spina”, in quanto alimentazione e idratazione artificiali sarebbero atti imprescindibili che il malato in stato vegetativo non potrà rifiutare nemmeno tramite una dichiarazione anticipata di trattamento.

Ma già, ormai l’abbiamo capito: questi, la Costituzione se la mettono sotto i piedi, la usano a loro piacimento, la rigirano e la risvoltano come meglio gli pare e quando proprio non ce la fanno a rigirarla, siccome limita i loro allucinanti deliri di onnipotenza tentano di metterci le mani sopra e di cambiarla!

Ma insomma, è mai possibile che in questo ca…spita di Stato uno non possa nemmeno morire in dignità, se la dignità è ormai l’ultima briciola di umanità che gli è rimasta?

Ricordo, a chi non lo sa o a chi l’ha dimenticato, che per tutti coloro che esercitano la professione medica esiste un Codice Deontologico, cioè un insieme di norme comportamentali, cui TUTTI i medici debbono sottostare, pena l’espulsione dall’Ordine e l’impossibilità di esercitare.

Tale Codice, all’art. 16, sull’accanimento terapeutico, così recita: Il medico, anche tenendo conto delle volontà del paziente laddove espresse, deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità della vita.

Cambieremo anche il Codice Deontologico, allora, che ce vò?

A noi, Ippocrate, che ce fa?

La foto di apertura è presa dal blog Il delfino della notte

Voglio parlare della Lega Nord

gio ,10/09/2009
Renzo Bossi

Renzo Bossi

In un momento in cui i giornali stanno continuando ad incalzare con le escort e con gli scandali sessuali di destra e di sinistra, in un momento dove si fanno sottoscrizioni per Repubblica e Unità perchè sono state querelate da Berlusconi ma pochi sanno che Report non potrà più andare in onda (perchè non avrà copertura assicurativa!) e che Annozero, a pochi giorni dal suo inizio non ha ancora un contratto, in un momento come questo, io voglio sparare sulla Lega!

Facciamo una premessa: è’ un periodo tormentato, questo, come tutti quelli di transizione: ormai il declino di Berlusconi è diventato palese per tutti, anche per quelli che non ci vogliono credere e che ancora sperano.

Per mesi, anzi, per anni,  tutti noi (sinistrorsi, impegnati o simpatizzanti, intellettuali o semianalfabeti, testate giornalistiche in primis) abbiamo postato, sorriso e condiviso sui blog e su FB le gaffe del premier, lo abbiamo trasformato (beh, non può dire nulla: ce lo aveva insegnato lui, per primo, in campagna elettorale) in centinaia di fantocci di cartone con la sua faccia da * (metteteci quello che vi pare ndr) ultimo quello di Superman (anche di questo non può lagnarsi: l’ha detto lui!).

Ma diciamocela per intero: io ne ho le tasche piene! E’ ormai una storia trita, ritrita e rimpastata, come il polpettone fatto con gli avanzi, e il burattinaio è diventato un burattino che – sempre a me – non riesce più ad evocare nè odio nè rabbia ma solo pena, in quelle sue manifestazioni plateali di stizza da bizze di bambini nei confronti di chiunque non sia lì, in adorazione, a sbavare per lui e in quel suo mascherarsi da grande tombeur de famme, con mise da play boy, due dita di cerone sulla faccia, capelli impomatati e (penso) pilloline blu in tasca.

L’alleato di sempre lo sta demolendo con signorilità, l’altro alleato, un po’ meno fraterno e molto meno signorile, lo sta sorpassando al galoppo nella guida dello Stato: ormai si è aperto il totolotto della successione al potere, primi in gara Fini e Tremonti.

E allora? Non è che voglio andare controcorrente ma, come sempre, cerco di ragionare con la mia testa: siccome non credo più che Berlusconi, stante il suo declino cognitivo e comportamentale, sia ancora colui che detta legge, ma che gli stiano solo dando contentini apparenti per soddisfare il suo ego insaziabile, e che – nel frattempo – coloro che tirano le fila si stiano facendo solo i propri interessi, non mi va più di “sparare sulla Croce Rossa” (anche se su quella vera ci sparerei volentieri, come ben sa chi legge il mio blog!) ma voglio puntare il dito contro chi ritengo che oggi sia il mio (ed anche il vostro) peggior nemico: la Lega.

La notizia di oggi non è una notizia “fresca”, è uscita diversi mesi fa, e ve la riporto così come è  scritta su Byteliberi, a cui, se vi va, potete anche dare uno sguardo, perchè ci sono riferimenti e commenti piuttosto interesanti.

Il carissimo Europarlamentare della Lega Nord Francesco Speroni, che da sempre spinge, per ottenere consenso elettorale, su tattiche demagogiche come sbraitare contro le pratiche nepotiste di Roma ladrona, ha scelto un nuovo “assistente accreditato al Parlamento europeo”.

Provate ad indovinare chi è il fortunato… dai che la risposta è semplice: ovviamente il figlio del Boss. Renzo Bossi.

E così un ragazzino senza alcun merito se non quello di essersi fatto bocciare per ben tre volte alla maturità, si ritrova a fare il portaborse in Europa alla faccia di tutti i precari laureati d’Italia.

Ma la parte più scioccante arriva adesso. Sedetevi e prendete un bel respiro perché quello che state per leggere vi farà incazzare come bestie.

Pare che il signorino “Schiavi di Roma Mai” guadagni ben DODICIMILA (12000) euro mensili. Una cifra decisamente spropositata per un somaro. Evviva l’Italia… o in questo caso forse è meglio dire: Evviva la Padania!

NO COMMENT!

La foto di apertura è presa dallo stesso articolo.

I bambini al potere

gio ,03/09/2009

berlusconi2Bombardati da una battaglia mediatica di giornali e tv, così come siamo a causa della sacrosanta reazione alle recenti denunce di Berlusconi contro Repubblica e Unità (finalizzate alla salvaguardia della altrettanto sacrosanta libertà di stampa) se giriamo in rete – invece – si inizia a trovare qua e là qualche divinatorio accenno alla salute psichica del Capo del Governo, forse (speriamo) premonizione di un effettivo declino del nostro SuperNan (ultima definizione, decisamente azzeccata, di Aldo Vincent).

Non c’è dubbio: con le “sortite spontanee” completamente fuori luogo di Berlusconi (specie in occasione di incontri all’estero) che hanno fatto diventare l’Italia una barzelletta internazionale si potrebbero veramente lastricare le vie dell’inferno, così come con i suoi provvedimenti ad uso personale, con le sue bugie plateali e con le promesse non mantenute.

In sedici anni ci siamo abituati a tutto, ed anche a qualcosa di più.

Ma, vi dirò: non me ne frega niente della sua vita personale, se sia o meno aduso a coiti con minorenni emancipate consenzienti (non è reato di stupro)o se organizzi o meno festini ed orge con prostitute d’alto borgo; addirittura potrei anche arrivare a tollerare che nasconda interessanti reperti archeologici per uso personale (tanto lo sappiamo: i Beni Culturali non hanno soldi, la maggior parte dei siti archeologici non vengono scavati o, se vengono alla luce, sono subito debitamente ricoperti da abbondanti strati di terra, e quindi, probabilmente, le  tombe fenicie di Villa Certosa, noi poveri comuni mortali, non avremmo mai avuto l’opportunità di vederle in nessun caso!).

Quello di cui mi frega è che la gente comune non sa come arrivare a fine mese e che ci sono un casino di fabbriche che in autunno non riapriranno. Che la nostra libertà diminuisce una briciola al giorno e che i nostri giovani hanno la testa piena di camole (detto toscano, che indica non solo l’assenza di contenuti ma anche il riempimento di insetti stupidi e dannosi, quelle tarme degli alimenti su cui si sta facendo la pubblicità, che rosicchiano pasta e pane, ma che non volano se tenti di schiacciarle).

Ma soprattutto mi frega che i cosiddetti valori morali di una società civile e democratica (così come gli ideali e le idee progressiste) siano diventati, oggi, in Italia, solo un articolo “di rimanenza” da svendere in saldo sottocosto a poveri disadattati.

E in tutto questo, oggi, ci tocca anche assistere al decadimento cerebrale senile di chi ci governa, inequivocabilmente testimoniato dall’instabilità emotiva plateale di un soggetto con crescente delirio di onnipotenza a cui stanno cedendo i freni inibitori (cioè l’autocontrollo) e che, forse, nemmeno i seguaci più vicini sono in grado di arrestare.

Si sa: invecchiando si ritorna bambini e cadono i freni inibitori, però ai bambini non è concesso di governare uno Stato!

La foto di apertura è presa da Italiani Imbecilli che ieri ha pubblicato un bell’articolo intitolato “Ho visto un re”, proprio sull’argomento  che tratto oggi.