Luci & Ombre
It's my BLOG, and I'll rant if I wanna

Archive for agosto, 2009

Pubblicità Regresso

ven ,21/08/2009

mozaryIo l’ho notato solo ieri, su Sky, anche se mi hanno detto che non è uno spot nuovo, ma che va in onda da qualche mese. Prodotto: INVERNIZZI MOZARY, ultima creazione con – addirittura – latte di bufala e si chiama “Lampo di genio”. La Invernizzi fa parte del colosso Lactalis, presente in tutto il mondo, e che, a partire dal Président (il famoso formaggio Brie negli scaffali di tutti i supermercati), in Italia comprende anche Galbani, Locatelli, Cademartori e Fruttolo. Lo spot in questione non è in rete e nemmeno sul sito della Lactalis, o perlomeno io non sono riuscita a trovarlo, per cui mi dispiace ma non ho potuto riprodurre nè lo spot nè il prodotto specifico.

Cos’ha di speciale questo spot? Per me è semplicemente immorale. Tutto qui.

Non sto discutendo di moralità religiosa o, soprattutto, sessuale: questi sono aspetti ben visibili per chiunque si soffermi un attimo ad analizzare il contenuto di certe pubblicità e molte sono state rimosse dai circuiti mediatici proprio perchè sono state oggetto di esposti al Garante. Di quelle più volgari non ne parliamo nemmeno: ne sono state proposte alcune così crude che nel nostro Paese non sono mai entrate (ad esempio quelle di una birra, di un preservativo o di una caramella). Ma non parliamo nemmeno dell’estremo opposto, di quelle un po’ meno lampanti ma pur sempre simboliche e chiaramente allusive, che passano costantemente sotto gli occhi di tutti, perchè – se volessimo discuterne – non basterebbe certo un solo post!

Poi, un po’ in tutti i campi, ci sono quelle che potremmo definire a contenuto “forte”: alcune di questa passano, altre sono state pubblicate ma, sottoposte a censura, sono state modificate; ve ne faccio solo due esempi: ci ricordiamo tutti, penso, il famoso “peto” dello scoiattolino della Vigorsol, ebbene, per un po’ è andato in onda integralmente, poi sono state diversficate due versioni secondo le fasce orarie: quella modificata di giorno, quella integrale alla sera; oppure la famosa amica patatina di Rocco Siffredi (il link è alla versione integrale ndr).

dolce & gabbana

dolce & gabbana

E poi … ci sono quelle che strumentalizzano il corpo o la figura femminile, una per tutte: qui a fianco la foto per Dolce&Gabbana, uscita nel marzo 2007, prima censurata in Spagna e poi in Italia su sollecitazione del Ministro delle pari opportunità. Beh, in effetti, se vogliamo essere obiettivi, il raccordo mentale con uno stupro è veramente il primo pensiero che spunta nella testa di chi la vede!

E poi … e poi … ci sono tutta una serie di immagini o video shock che vorrebbero denun- ciare pubblicamente, attraverso la provocazione, stati di abbandono o di indifferenza generale o diversità e comunque suscitano polemiche e censure a tutto spiano come, ad esempio,  la famosa pubblicità per la Nolita in cui Oliviero Toscani fotografò un soggetto anoressico terminale, nudo.

immagine Nolita

immagine Nolita

In questo caso, una delle maggiori critiche mosse (”a ragione”, a mio modesto parere) fu il constatare che proprio la ditta committente confezionava jeans con misure infinitesimali: dalla 36 alla 46 e pure ristrette (in altre parole, un soggetto che indossa normalmente una 46, nella Nolita non c’entra!). Ad ogni buon conto, sempre a mio modesto parere, visto che l’anoressia non è poi una malattia così rara come si potrebbe pensare e, soprattutto, è una malattia molto grave dell’epoca moderna,  ben venga – comunque e sempre, al di là di qualsivoglia polemica – il fatto di denunciarne l’esistenza, da qualsiasi punto parta l’iniziativa: fabbrica di jeans o di mattoni non ha importanza, basta che se ne parli!

Sempre a questo proposito, c’è una foto che mi è piaciuta molto, ma veramente molto, perchè illustra in una sola immagine l’intera condizione femminile, così com’è oggi e come è stata nei secoli: perchè la donna è bella, leggiadra, dolce e come tale è stata osannata dagli uomini, ma è anche indifesa, debole e inerme quando l’uomo si accanisce contro di lei.

Chi pagaper i peccati dell'uomo? (la scritta sul nastro)

Chi paga per i peccati dell'uomo? (la scritta sul nastro)

Questa foto è stata proposta il 14 novembre 2008 a Milano, dall’associazione Telefono Donna in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne (che si sarebbe tenuta il 25 novembre), 500 spazi pubblicitari in tutta la città, tutti i permessi a posto, arriva il rendering dei manifesti sulla scrivania dell’Assessore al Decoro urbano (Maurizio Cadeo) che blocca tutto,  ed a spiegare il perchè è il suo capogruppo (AN) Carlo Fidanza: «Il manifesto strumentalizza il simbolo della cristianità. In una città dove giustamente si sanziona chi viola il decoro pubblico, è giusto opporsi a questo tipo di campagne». A me sembra un sopruso: il loro! Non una strumentalizzazione! E sono pienamente in accordo con la presidente dell’associazione, Stefania Bartoccetti, che nell’occasione ha dichiarato: «Io sono cattolica praticante. La crocifissione vuole solo essere l’immagine della sofferenza estrema»

Ma torniamo al punto di partenza: la mozzarella.

Cos’ha di immorale la pubblicitàdi una mozzarella? Questa due cose: la prima è che educa alla prevaricazione, l’altra è che questo messaggio è nascosto, quasi subliminale, e per questo ancora più grave ed immorale.

Allora, ve lo descrivo: interno giorno, cucina tipo, famiglia tipo, atmosfera aulica e serena tipo. Si porta in tavola la nuova mozzarella, che si chiama “Colpo di genio” e la voce in sottofondo dice che questa mozzarella, con vero latte di bufala, fa venire i colpi di genio. E fin qui … vabbuò, nulla da ridire.

Si fanno le porzioni: a ciascuno quello che spetta. Il bambino, però, mangia in fretta la sua, gli piace molto e ne vorrebbe ancora, ed ecco il colpo di genio! So io come fare! Solleva la mano destra da sotto il tavolo ed impugna un improbabile marchingegno a molla, munito di guantone da forno, che si allunga fino alla parte opposta del tavolo e brandisce la porzione della sorellina, ritirandosi in fretta e permettendo al ladruncolo di consumare il bottino. Il tutto  distraendo la bambina con la vecchia battuta: “hai una macchia sul vestito”. Ma sapete cos’è che mi fa incazzare di più? che la sorella non si arrabbia! Anzi, sorride bonariae si limita a dire: sei sempre il solito!

Vogliamo contare i comportamenti antisociali?

1) il furto; 2) l’inganno;  3) l’accettazione del comportamento: indifferenza da parte dell’autorità (o genitori) e rassegnazione remissiva della vittima (la sorella); 4) il poter usufruire del frutto dell’illecito e il “farla franca” senza nessuna consegunza (neppure un rimbrotto, se non già una punizione).

Da questa mia analisi, ieri, è nata una interessantissima discussione con mio figlio: 28 anni, ricercatore universitario. Premetto che tra di noi non c’è il solito conflitto generazionale e le nostre discussioni non sono incontri di pugilato, ma chiacchierate molto piacevoli e proficue.

Il suo punto di vista, chiaramente, era diverso dal mio perchè la scenetta rappresentata nello spot è una situazione che normalmente si verifica in qualsiasi famiglia, dove i bambini tendono ad infilzare la propria forchetta nei piatti altrui, quando c’è qualcosa di cui sono particolarmente golosi. E’ un comportamento naturale - ha detto – fa parte delle tappe della vita, quando un bambino cresce ed impara a lottare per la sopravvivenza, come accade in una cucciolata di cani o gatti dove i piccoli si precipitano ad abbuffarsi al pasto spintonando e ringhiando gli uni contro gli altri. E  poi – ha continuato – non vedo perchè proprio questo spot ti abbia colpito così tanto, quando ce ne sono molti altri simili, che vanno in onda da divesi anni. Io, lo sai, personalmente trovo molto più offensivo della moralità comune il “peto” dello scoiattolino, piuttosto che questo spot qui.

Ed aveva ragione, naturalmente.

L’oggettivazione, attraverso la rappresentazione figurata di un compor- tamento che sino a quel punto  era stato percepito solo con due sensi: l’olfatto e l’udito, ma mai con la vista, aveva in qualche modo legittimato un malcostume abbastanza diffuso (ma sempre moralmente condannato) come quello di emettere all’esterno del proprio organismo, in presenza di altre persone, il gas puzzolente che si crea nell’intestino, così da mettere gli astanti in una condizione estremamente sgradevole. Tanto che lo spot in questione è stato oggetto di numerose polemiche accompagnate da altrettanti dibattiti su vari forum in rete, come avevo già notato nella ricerca per questo post.

Ma è naturale: si trattava di un’oggettivazione visiva, cioè di un’immagine plateale e provocatoria, intepretabile immediatamente per quello che era, da chiunque la vedesse. Punto. C’è stato, poi, chi l’ha elaborata in senso strettamente logico collegando l’immagine con il ricordo olfattivo sgradevole e ricevendone una percezione negativa  (la maggioranza) e chi, invece, ha elaborato l’immagine in senso astratto interpretando solo quello che vedeva e cioè che, il prodotto in questione era così potente a livello aromatico (menta glaciale) che lo scoiattolino era in grado di emettere non più gas puzzolente, bensì aria glaciale e, a questo punto, anche profumata di menta. La bonifica del peto, insomma!

Ma qui, ribadisco, il messaggio era così chiaro e provocatorio,che se ne è ampiamente discusso e (come ho detto prima) lo spot è stato censurato durante il giorno (poi, anche questo me lo dovrebbero spiegare: di giorno i peti non si possono fare e la notte si?)

Quello che, invece, ha scatenato la mia ira nello spot della mozzarella è il contrario. Chi lo guarda (anche una persona intellettualmente preparata come mio figlio) lo trova normale, anzi, gradevole. Il messaggio negativo per un comportamento socialmente inaccettabile è del tutto mascherato. E questo lo rende pericoloso come una mina antiuomo nascosta nella sabbia del deserto o camuffata da giocattolo per distruggere i bambini.

E’ vero, la mia analisi è stata sicuramente troppo critica e dura, un’interpretazione estrema, o integralista, se volete. Ma chiarisco meglio il mio pensiero: se non prendiamo coscienza di quello che sta succedendo, se lasciamo passare quotidianamente messaggi di questo tipo, se permettiamo ai nostri cuccioli di crearsi modelli come il bimbo (o la bimba!) di questo spot, se ci riconosciamo (o vorremmo riconoscerci) nella famiglia tipo proposta qui, allora non ha più senso lottare contro le ingiustizie che ci circondano, governo compreso!

Vi lascio con un “compitino a casa”: trovate accettabile e gradevole anche questo spot (Barilla: piccolini, orologio)?

Hanno scoperto l’acqua calda!

gio ,13/08/2009
locandina del Vernacoliere, agosto-settembre 2009

locandia del Vernacoliere, agosto-settembre 2008

Oggi, 13 agosto 2009, il popolo padano, per rivendicare la propria identità linguistica esce in doppio formato: in italiano ed in dialetto.

Mia madre, vecchia toscanaccia rossa fino al midollo (come tutta la mia famiglia, del resto) oggi, ascoltando la notizia dal Tg ministeriale di turno ha commentato: “ (tipica inflessione dialettale livornese ndr.) e hanno scoperto l’acqua carda: noi e ci s’ha il Vernacoliere da una vita! opperchè un lo scrivi sur blogghe?

Subito!

In effetti, qui in provincia di Livorno, il mensile Livornocronaca, Il Vernacoliere, esiste da una ventina di anni  e la Lega non ha proprio scoperto nulla, solo che noi – sarcastici e tagliati con l’accetta come siamo – non ci azzarderemmo mai ad infiocchettare le stupidaggini che diciamo, a nostro piacimento ed in maniera da stravolgere la verità, come fa qualcun’altro (senza nomi, per carità, altrimenti mi becco una querela!) ma ci limitiamo a tirar giù di sciabola e, sboccati come altrettanto siamo, non ci andiamo giù tanto per il sottile, come potete ben vedere dalla locandina di questo mese, qui sopra.

Recita la presentazione della testata, sul sito: Il Vernacoliere (più precisamente Livornocronaca – il Vernacoliere) è un mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano, nato nel 1982 da una formula che affonda le sue profondissime radici nel periodico locale di controinformazione libertaria Livornocronaca, settimanale dal 1961 al 1969, poi quindicinale fino al 1972 e infine mensile col sottotitolo il Vernacoliere, divenuto tout court il Vernacoliere con la completa svolta satirica e linguistica del 1982 (il vernacolo livornese per gli articoli satirici fondamentali e per la maggior parte delle vignette e dei fumetti) e con la diffusione regionale toscana dal 1984, divenuta poi interregionale. …

barzelletta da Il Vernacoliere di questo mese

da Il Vernacoliere

… Unico esempio di giornalismo satirico dialettale, il Vernacoliere trae la massima parte della sua radicata notorietà da notizie ferocemente paradossali ogni volta “inventate” dal suo direttore-editore Mario Cardinali ad originalissimo commento di quanto avviene nella realtà, nessun argomento escluso; e si tratta di notizie per di più sparate su locandine che, esposte nelle edicole, sono divenute anch’esse celebri per pubblica irriverenza di linguaggio e di contenuti, pagine a loro modo d’una storia d’Italia satiricamente nuova. …”

 

La prima uscita della Padania in dialetto

La prima uscita della Padania in dialetto

Una bella differenza di stile, dalla pomposa prima uscita de La Padania, così come riportiamo dal Corriere: «La Padania esce oggi con una doppia copertina dedicando la prima pagina speciale a servizi in lingua veneta. Volendo in tal modo tenere alto il dibattito sull’identità lanciato da Umberto Bossi, tema che coinvolge le istituzioni scolastiche e l’informazione televisiva pubblica». «Nei giorni prossimi – annuncia «La Padania» – verranno proposti altri numeri in italiano e nella lingua dei territori».

 

 

Vabbè, ad ognuno il suo!

 

Vi lascio con con un pensiero un po’ provocatorio: ma ci costerebbe poi così tanto fare una colletta e regalare un abbonamento al Vernacoliere (anonimo, è chiaro!) ai vari responsabili della Lega Nord?

Il vaccino SI o NO … Ma lavatevi le mani, invece di comprare vaccini!

sab ,08/08/2009

Ma lavatevi le mani, invece di comprare i vaccini!

Ma lavatevi le mani, invece di comprare i vaccini!

SECONDA PUNTATA

Allora … a che punto siamo con l’influenza suina? Boh?????????????

In questo momento, già ve lo avevo anticipato, nessuno è più obbligato a segnalare la malattia (nè i medici al Ministero, nè i Paesi all’OMS), per cui non si hanno notizie ufficiali e chiuque può dire la sua: il numero degli ammalati in Italia, nella mia ricerca di oggi è  variato da 200 a 700 a 1000 (con cifre intermedie variabili) a seconda di chi lo propinava (naturalmente senza citare la benchè minima fonte di informazione!).

Almeno, a differenza di qualche mese fa,  si è capito che il virus A/H1N1 non è pericoloso: dopo averci spaventato a morte,  hanno cominciato a fare marcia indietro e ce lo hanno detto e ripetuto in tutte le salse, tanto che, con estrema coerenza e giusto per spiegare bene alla gente che non si doveva preoccupare, intorno alla metà di luglio il Ministero ha chiuso il numero verde che aveva prontamente istituito per mettere al corrente i cittadini su cosa fare in caso si fosse (scusatemi il francesismo) cagato sotto perchè aveva l’influenza, o per la paura di prenderla!. Se si digita il numero telefonico 1500, infatti, una voce registrata ci avvisa: “Il servizio di informazione 1500 sull’influenza H1N1 è sosperso. In Italia si registrano pochi casi e sintomi lievi. Non è raccomandata da parte dell’Oms nessuna restizione a viaggi negli altri paesi. Ulteriori informazioni sul portale del Ministero della Salute” (affari italiani).

E, sempre in estrema coerenza, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi ha illustrato alla Camera, il 22 luglio,  in un question time “gli elementi in ordine alla reale diffusione del virus influenzale di tipo A (H1N1) in Italia e indirizzi di politica sanitaria al riguardo” (Sito del Ministero 22 luglio 2009). Vi riassumo a modo mio (chi vuole leggerlo integralmente clicchi sul link): va tutto bene, siamo stati buoni belli e bravi perchè fino ad oggi abbiamo evitato il contagio e i casi sono pochi e l’influenza suina provoca meno danni di quella normale. Però i casi aumenteranno, noi abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare, ma i casi aumenteranno lo stesso, l’ha detto l’OMS, ha detto che sarà una pandemia. Allora abbiamo riunito l’Unità di Crisi e abbiamo deciso che bisogna comprare gli strumenti di prevenzione (vaccini, antivirali e disinfettanti) sic! Vaccineremo 8,6 milioni di persone entro la fine del 2009. Siccome, però, i bambini e i giovani sono più esposti e sono serbatoi di diffusione della malattia, si deve vaccinare anche quelli: 15,4 milioni di persone da gennaio 2010!

Dunque: 8,6 + 15,4 = 24 milioni di persone, e siccome le dosi da fare sono due per persona, acquisteranno, dalla fine di novembre 2009 al gennaio 2010 48 milioni di dosi di vaccino. La spesa prevista, che comprende oltre al vaccino anche l’acquisto dei famosi disinfettanti e degli altrettanto famosi farmaci antivirali, è pari a 400 milioni di euro.

A questo punto devo darvi un altro elemento di valutazione, poi passerò alle conclusioni. Dunque, sappiamo che le persone a rischio di morte, oltre agli ammalati cronici, sono gli anziani, perchè l’influenza può aggravare condizioni polmonari già debilitate. Ma questo ceppo di influenza non attacca gli anziani, attacca giovani e bambini (lo dice anche il Ministro stesso!) e vi spiego il perchè: il virus AH1N1 è molto simile a un ceppo che si diffuse negli anni 40-50 il che significa che i soggetti con oltre 60 anni di età  sono in gran parte già vaccinati e, quindi, contraggono questa influenza raramente! Oltre a questo, una variante, è circolata anche nel 1977, e non lo dico io, lo dice il CNR, nella persona del virologo Fabrizio Pregliasco!

E allora? gli anziani si ammaleranno poco, anche quelli che hanno avuto l’influenza nel 1977 avranno poche probabilità di ammalarsi,  e poi, anche fra quelli che si ammaleranno, nella stragrande maggioranza dopo 3-5 giorni tutto sarà come prima, mi spiegate, dunque, perchè avete deciso di comprare 48 milioni di dosi di vaccino, accidenti a voi?

Mi si potrebbe dire: le persone che si ammaleranno saranno comunque tante, ed il costo sociale dell’epidemia (pardon: pandemia) sarebbe comunque molto alto.

Dunque: io non ho fatto i conti (anche perchè non me la cavo troppo bene in merito) però se penso che a rimanere a letto saranno prevalentemente soggetti dai 32 anni in giù (queli nati dopo il 1977) e considero che gran parte di questi soggetti non produce reddito, e poi metto anche in conto il fatto che, per recuperare quegli accidenti di 400 milioni di Euro il Governo dovrà fare il “gioco delle tre carte” sulle classi dei farmaci, passando (per un valore di 400 milioni di euro) famaci gratis in farmaci che i cittadini devono pagare (cioè ci sarà un nuovo stravaso di farmaci dalla classe A alle classi B o C!), mi chiedo:

MA QUALE SARA’, POI, IL REALE COSTO SOCIALE CHE NOI POVERI CITTADINI DOVREMO PAGARE PER L’ASSURDO ACQUISTO DI 48 MILIONI DI DOSI DI INUTILI VACCINI ANTINFLUENZALI, DANNOSI FARMACI ANTIVIRALI E INCONCEPIBILI DISINFETTANTI?

CUI PRODEST TUTTO CIO’?

FORSE ALLA MOGLIE DEL MINISTRO SACCONI, DIRETTORE GENERALE DI FARMINDUSTRIA?

Scusate, un’ultima cosa, così, tanto per buttare qualche parola al vento: i disinfettanti a cosa servono? a bagnare i batuffoli di ovatta prima di fare le iniezioni? ma allora, perchè non hanno previsto anche l’acquisto dell’ovatta? forse perchè quella non è prodotta da un affiliato di Farmidustria?

Qualche riferimento lo trovate su tre articoli di oggi di Sky Tg24

La foto è presa dal sito HHE

Nuvole d’estate

sab ,08/08/2009
busta immaginaria della lettera indirizzata a Berlusconi

busta immaginaria della lettera indirizzata a Berlusconi

Siamo in piena estate, fa caldo, e a volte capita di mettersi a guardare l’orizzonte e il cielo limpido, magari pigramente sdraiati sulla spiaggia o in montagna. A volte, capita anche di vedere il piccolo sbuffo di una di quelle nuvolette quasi trasparenti, che si formano solo per il caldo.  Tu gradiresti, magari, anche un po’ di pioggia, uno di quei begli acquazzoni d’estate che rinfrescano l’aria, e rendono la vita più vivibile, quasi come se ti pulissero “dentro”, oltre che dalla polvere e dal sudore. Ma quelle no, mannaggia, stanno lì e non fanno nulla, anzi, svaniscono in pochissimo tempo, quasi all’improvviso, così come si sono formate.

A volte, capita anche di “percepire” per qualche istante una notizia, che attraversa l’etere fugace come una di quelle nuvole: a te sarebbe sembrata anche interessante, magari hai anche pensato che avrebbe potuto costituire una svolta, la goccia che fa traboccare il vaso. E invece no. Sorvola i telegionali (questo l’ho sentito dire, perchè io – per mio puro diletto – mi astengo dal seguire i telegiornali), appare sui “soliti” giornali biechi e menzogneri, ne parla il “solito” inciuciatore Marco Travaglio, se ne discuto parecchio  in rete, ma poi, quasi subito …  il silenzio.

Totale silenzo, assordante silenzio.

Sto parlando del frammento di lettera apparso, all’improvviso, a fine giugno dai cassetti della Procura di Palermo. Il frammento è questo, e letteralmente recita: posizione politica intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco) perché questo triste evento non ne abbia a verificarsi. Sono convinto che questo evento onorevole Berlusconi vorrà mettere a disposizione le sue reti televisive.

il frammento di lettera indirizzato a Berlusconi

il frammento di lettera indirizzato a Berlusconi

Dato che la faccenda è piuttosto ingarbugliata, vi riporterò solo i fatti, per la maggior parte acclarati e pubblicati su vari siti. Siccome la ricerca è stata lunga e i siti che si sono interessati  dell’argomento sono moltissimi, è letteralmente impossibile citare, per ogni notizia, la fonte; vi assicuro, però, che ho vagliato volta per volta tutti i riferimenti, scartando quelli che non fornivano fonti attendibili. Se, comunque, c’è qualcuno che può dimostrare che io ho riportato notizie sbagliate, basta che lo faccia presente e pubblicherò immediatamente la motivata smentita. Andrò in ordine cronologico, anche se molte notizie sono “uscite allo scoperto” solo dopo anni, talvolta ad opera di pentiti.

1988, 17 febbraio: intercettazione di una telefonata tra Berlusconi e Renato Della Valle, socio di Berlusconi, immobiliarista  (all’epoca indagato per bancarotta e, quindi, sotto intercettazione): Berlusconi, nel contesto del discorso, pronuncia anche queste frasi: “sono messo male fisicamente e poi ho tanti casini in giro, a destra e a sinistra. Ne ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandare via i miei figli, che stanno partendo adesso per l’estero, perchè mi hanno fatto delle estorsioni in maniera brutta!”  — “E’ una cosa che mi è captata altre volte dieci anni fa e ora sono ritornati fuori” — “… Sai, siccome mi hanno detto che, se entro una certa data non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me e espongono il corpo in Piazza Duomo …”

La lettera in questione non è datata. Si sono fatte molte supposizioni su quando sia stata scritta, ma si sa – di ufficiale – soltanto che fu consegnata a Massimo Ciancimino (figlio di Vito, Sindaco mafioso di Palermo arrestato il 23 dicembre 1992 e deceduto il 19 novembre 2002) nella Villa di Pino Lipari braccio destro di Provenzano, presente lo stesso Bernardo Provenzano. Siccome in questa lettera Berlusconi viene chiamato “Onorevole”, alcuni tendono a datarla intorno al 1994 (anno in cui è stata fondata Forza Italia), altri, invece – tenuto conto di dichiarazioni dello stesso Ciancimino Jr e di altri pentiti – ritengono possa essere stata scritta tra l’89 ed il ‘93.

Anche sul nome di chi l’avrebbe scritta ci sono incertezze, soprattutto perchè non può ancora essere escluso che l’autore sia Riina e non Provenzano. I PM della DDA di Palermo ci stanno lavorando.

1994: Berlusconi entra in politica

2004, 11 dicembre: Marcello dell’Utri (fondatore di Forza Italia e braccio destro di Berlusconi viene condannato a 9 anni di reclusione per  concorso esterno in associazione mafiosa (gli eventi risalgono al 1974. Le indagini riguardavano, all’inizio, anche Berlusconi. Per scadenza dei termini di indagine, invece, non fu mai coinvolto in questo processo).

2005, febbraio, la lettera viene sequestrata  dai carabinieri nell’appartamento di Vito Ciancimino, questa l’etichetta del reperto:  “Parte di Foglio A4 manoscritto, contenente richieste all’On. Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive”

E VENIAMO AGLI AVVENIMENTI DI QUESTA ESTATE

30 giugno e 1 luglio 2009: il Sostituto Nino Di Matteo ed il Procuratore aggiunto Antonio Ingroia (DDA di Palermo) interrogano Massimo Ciancimino sulla “lettera ritrovata”, i verbali sono secretati. Cincimino non parla coi giornalisti.

2 luglio 2009: la Procura di Palermo manda alla Corte di Appello (sempre di Palermo) la “lettera ritrovata”, perchè qui si sta svolgendo il processo di appello di Massimo Ciancimino, condannato in primo grado a 5 anni e 8 mesi per riciclaggio di denaro sporco (indagine iniziata nel 2005 proprio a seguito della perquisizione in cui si trovò la famosa lettera).

10 luglio 2009: i verbali del 30 giugno e 1 luglio, vengono depositati al processo di appello di Marcello Dell’Utri (quello del 2004). In questa occasione il Procuratore Generale Antonino Gatto ha chiesto alla Corte di acquisire integralmente i predetti verbali (consegnati con molte cancellatture ed omissis per la secretazione) e di poter sentire anche in quella sede lo stesso Ciancimino.

Ci sono le ferie (anche quelle giudiziarie) e la Corte renderà pubblica la propria decisione il prossimo 17 settembre 2009.

Non voglio asslutamente entrare nel merito di tutte la considerazioni che sono state fatte su questo foglio di carta, di volta in volta indicato in maniera contraddittoria sia come prova della “mafiosità” di Berlusconi, sia come prova della sua innocenza ed, anzi, del fatto che lui sia sempre stato solo una vittima di minacce.

Mi chiedo solo: se questa notizia è la prova che Berlusconi è stato solo vittima di minacce e non un colluso con la mafia, perchè non se ne è avuta risonanza mediatica e se ne parla solo in rete?

Vi lascio qualche link, per chi volesse approfondire l’argomento:  L’articolo di Travaglio del 6 luglio, con video; L’interessante posizione del neonato Partito del Sud; L’attualissima posizione di Antimafia Duemila .

Ah, l’immagine di apertura è chiaramente … immaginaria e presa da Paturnio

Le illegalità della Croce Rossa Italiana

sab ,01/08/2009

L'immagine del gruppo FB Le illegalità della Croce Rossa Italiana

L'immagine del gruppo FB Le illegalità della Croce Rossa Italiana

Ieri, un amico mi ha inserito in bacheca di FB il link a un gruppo: LE ILLEGALITA’ DELLA CROCE ROSSA ITALIANA, ben sapendo che io ne sarei stata ben contenta, anche perchè, io, su eventuali illegalità in Croce Rossa di Cassino, Frosinone, Regione Lazio e Comitato Centrale, qualcosina avrei anche da raccontare.

Entrai in Croce Rossa a Rivoli (TO) nel lontano 1976. Ci sono stata per qualche anno, poi mi sono trasferita a Caserta e non ho più frequentato. Un’amica mi convinse a rientrarci, qui a Cassino. Dopo un po’ di militanza mi proposero come Commissario Straordinario del nuovo Comitato, accettai. Non l’avessi mai fatto!

Io sono una persona scomoda (come dicevo poco fa in chat ad un esponente politico del PD locale che mi invitava al dialogo, proponendomi un’improbabile comunione con i soliti intrallazzi pro-voti-elettorali. La politica si fa con i numeri! Con i numeri? Ma non si faceva con le idee?) sono una persona scomoda, dicevo, lo sono sempre stata e lo sarò sempre. Non si può cambiare a 55 anni quando la tua vita è sempre stata così.

Non si può diventare parte di un branco o addirittura capo-branco, quando si è sempre stati cani sciolti. Non si può ragionare “per convenzione” quando si è sempre ragionato con la propria testa!

Non mi interessano le poltrone. Non mi interessa il potere.

Voglio continuare ad essere quella che sono sempre stata, fino alla fine dei miei giorni! Voglio continuare ad avere il diritto di dire la mia, senza bavagli di sorta!

Con queste caratteristiche, capirete, che lavorando solo per il bene della CRI di Cassino, mi sono ritrovata contro un branco di cani arrabbiati che si erano visti scippare di sotto le fauci l’ossicino che stavano rosicchiando con tanto gusto!  E’ durato da luglio a febbraio. Poi mi sono rotta e li ho mandati tutti a quel paese: mica l’avevo sposata, la Croce Rossa.

Oggi, qualcuno (non l’amico che mi ha passato il link, per carità) mi dice che mi rimpiange. Che in parecchi hanno capito che ero io ad aver ragione, non chi mi remava contro. E capirai a me quanto me ne frega, di essere rimpianta! ma muovetevi secondo quello che vi ho insegnato, allora! Fate qualcosa di costruttivo e coerente, ribellatevi alle ingiustizie (se ritenete che ce ne siano) e lavorate per la CRI, non per il vostro orticello! Se ritenete che ci sia qualcuno che non è degno di occupare il ruolo che occupa, cacciatelo fuori! Se ci sono delle illegalità, denunciatele, ai Comitati superiori ma soprattutto all’Autorità Giudiziaria: ricordate che la CRI non è uno Stato a parte, anche se ha il suo statuto interno, risponde, sempre e comunque allo Stato Italiano.

Siate uomini una buona volta, non pecore! Volete toccare un fondo ancora più profondo di quello in cui (mi dicono) siete già arrivati?

Mi perdonino lo sfogo gli ignavi Lettori. Ma ogni tanto, qualche sassolino dalla scarpa va tolto, altrimenti non si riesce a camminare più.