Luci & Ombre
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Archive for the ‘berlusconi’ Category

San Silvio da Arcore

gio ,18/03/2010
San Silvio da Arcore

San Silvio da Arcore

Ogni tanto capita di trovare qualcosa di imperdibile, da pubblicare sul blog, anche se non l’ho scritto io.

E’ il caso di qusta “missiva”, arrivatami da un amico su Fb.

L’impostazione ed il titolo, però, confesso che è mia.

Eccovi la missiva:

Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.
Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!

PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l’obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone: non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo…

Autore Anonimo

E il mio amico si è chiesto: …e io mi chiedo…c’è da piangere…o da ridere???!!!

La mia risposta è stata: PER ME C’E’ SOLO DA INCAZZARSI!!!!!!

La foto di apertura è presa da: Flick

Splendida lettera di “uno di noi”

mer ,30/12/2009

on-silvio-berlusconi-a1 L’ha postata stamattina su Fb un’amica, non ne so altro. Su questo Blog ho sempre scritto cose di mio pugno, ma queste righe sono veramente splendide.

Buona Lettura

Egregio Signor Presidente del Consiglio,

Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi più stretti collaboratori: “perchè mai mi odiano?”

Io sono un signor nessuno, uno dei sessanta milioni di italiani senza volto e senza nome, buoni solo per comparire come unità statistiche nelle rilevazioni demografiche. Comunque, visto che lei ha fatto una domanda, per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle. Io sono tra quelli che la odiano, nel senso che non la amano.

Intendiamoci: trovo l’odio un sentimento disdicevole. Ho ricevuto un’educazione cristiana, sebbene l’abbia rinnegata; però certi valori mi sono rimasti dentro. Nella mia vita ho cercato di essere sempre dalla parte dei deboli e di trovare mille attenuanti per chi ha sbagliato.

Eppure nei suoi confronti provo un “non amore” irrefrenabile.

Stia tranquillo: sono un uomo di pace: faccio fatica anche ad ammazzare le mosche; perciò il mio odio non si tradurrà in altro che in un desolato isolamento. Scuoto la testa e da lei traggo insegnamento, per me e per i miei figli, di quanto non sia esempio da imitare.

Lei non conosce me, ma io conosco lei, dai tempi in cui ella era un oscuro costruttore edile quando, sindaco Carlo Sangalli (ora Presidente della Camera di Commercio di Milano) fondò l’Edilnord e iniziò a costruire a Brugherio. Ricordo le sue liti con la civica amministrazione di quella città per gli abusi edilizi e come, già allora, avesse il vezzo di ottenere con la prepotenza quello che non avrebbe potuto ottenere secondo la legge. Poi l’ho seguita nella sua avventura con Telealtomilanese e ancora con l’avvio delle Sue reti televisive. Ricordo la legge Mammì, ricordo Craxi e gli indebiti favori che ella ha ricevuto e ricambiato con sostanziose tangenti.

La conosco, Signor Presidente: annuso l’aria a pochi metri in linea d’aria dagli studi di Mediaset e da Milano Due, che ella ha costruito.

Non parlo per “sentito dire” ma perchè, negli anni, ho costruito testimonianza diretta di quello che Ella è.

Devo dire che la Sua, se non fosse una figura moralmente indecente, sarebbe da ammirare per la genialità: non ha sbagliato nulla. E’ partito con una piccola impresa, a debiti e con finanziamenti di cui lei non ha mai bene rendicontato e ha costruito un impero, con fredda logica e con assoluta lungimiranza. Lei dice che è entrato in politica nel 1994; non è vero. Lei ha preparato il terreno molto, molto prima. Lo ha fatto comprando il Milan, con le sue televisioni.

Più che merci lei ha comprato coscienze. Lei ha compreso molto bene cosa sia il marketing e quali siano le tecniche di vendita. Non fa mai nulla che non abbia un riscontro positivo nei sondaggi.

Per lei non ha valore morale quello che fa: ella non è il “Principe”; ha un disegno preciso, che coincide col suo interesse personale. Però ha capito molto bene che, per avere consenso, deve azionare delle “leve”, che corrispondono ai processi di immedesimazione, di emulazione.

Lei ha trasformato un perdente in un vincitore, un debole in un forte, un povero in un ricco; e questo è il suo autentico miracolo. Tutto nella finzione, ovviamente.

Però, e anche questo è un Suo “merito”. Lei ha saputo rendere labile il confine tra realtà e finzione. Lei è “nudo”, come quel famoso Re; eppure lo stuolo di cortigiani e di folle osannanti che la seguono sono pronti a giurare che ella sia bello, invincibile, munifico.

Dal Principe di Machiavelli ha sicuramente imparato una cosa: il fine giustifica i mezzi; ecco perchè non è mai andato per il sottile. Per lei lo Stato è un’azienda, la cultura un optional, la povertà un ”inconveniente”, come arditamente l’ha definita.

Lei ha capito bene, come il Mefistofele, che “la moneta cattiva scaccia quella buona” e, più ancora, che se getta a terra una manciata di monete la gente si accapiglierà per raccoglierle.

Lei, da perfetto populista, si appella al popolo perchè ratifichi le sue scelte. Ma cos’è il popolo, chi è il popolo? E’ forse un monolite che, unum corde, prende decisioni all’unisono? No, lei lo sa benissimo, perchè è contornato da statistici, che il popolo non esiste se non come somma di tante unità che compongono l’insieme.

Lei sa che si compone e si scompone in continuazione e perciò ha bisogno di suggestioni in cui riconoscersi.

Il popolo è:

* quello che pochi giorni prima gridava ” Osanna al figlio di David” e, poco dopo urlava a Pilato: “Libera Barabba”.

* quello che sotto il balcone di Palazzo Venezia urlava in delirio per il Duce che annunciava la dichiarazione di guerra alla Francia e poi, dopo vent’anni [correggo: poco meno di cinque anni], ne sputacchiava e calpestava il cadavere nella polvere, prima che fosse appeso a un distributore di benzina.

* quello che al nord odia i “terroni” e al sud odia i “polentoni”;

* quello che si divide negli stadi, che si divide su tutto, che perde le staffe quando è in coda, quello che cerca di non pagare le tasse e, potendo, porta i denari all’estero.

Lei ha saputo trarre il peggio da questo popolo e ha fatto leva sui suoi peggiori istinti. Ha contribuito grandemente ad affossare la nostra cultura a fare di questo paese, una volta perla della civiltà, patria della pittura, della scultura, della musica, un paese a rimorchio della peggiore cultura altrui.

Le soap opera, i programmi violenti e dozzinali che le sue televisioni somministrano al popolo, hanno contribuito grandemente a distruggere quel patrimonio di saperi che hanno fatto dell’Italia uno dei paesi più ammirati nella storia della civiltà.

*Lei ci ha lasciato il cafonal, l’idea che bisogna a tutti costi primeggiare, essere vincenti.

*Ha convinto i poveri e gli stolti che la fortuna può “baciare tutti” e che i cieli siano sempre azzurri: basta solo essere ottimisti.

* Ha definito la politica un teatrino, cancellando, con questo giudizio, secoli di civiltà ereditati dall’ellenismo, dal continuo interrogarsi dell’uomo sulla società, sui suoi poteri e limiti in rapporto ai diritti dell’individuo.

* Si è preso burla della civiltà giuridica, ha definito i giudici ”persone mentalmente disturbate”. Ha spiegato a milioni di italiani che è meglio “avere” che “essere”.

* Ha insegnato che non serve rispettare le regole; anzi: se queste non corrispondono ai tuoi personali disegni fai in modo di cambiarle.

* La Casa di tutti l’ha trasformata nella casa dei vincitori, a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo, anche quello dell’ indecenza.

* Ha insegnato agli italiani che la corruzione, il rampantismo, lo sgomitare per farsi largo sono la via giusta per affermarsi e che il diritto e la ragione sono solo armi per i deboli. Vae victis.

Ecco perchè non la amo signor Presidente, perchè lei è l’opposto di tutti quei valori in cui credo, che sono l’onestà, la sussidiarietà, la solidarietà, l’altruismo, la compassione, la valorizzazione dei saperi, delle bellezze naturali e artistiche di questo grande e meraviglioso paese. Non credo nel demonio Signor Presidente, ma se esistesse avrebbe il suo volto.

Detto questo provo pena per lei che è stato colpito nel fisico da un atto sconsiderato.

Io, da perfetta nullità, ho solo un’arma per poterLa colpire: il voto. Purtroppo subirò il suo potere, indifeso come sono d’innanzi alla sua forza devastatrice. Ma me lo consenta: di quello che lei fa, non c’è nulla di fatto in nome mio.

Con disistima

Lettera firmata

No comment, se non quello che ha scritto la mia amica Claudia a chiusura della sua nota:

E che gli uomini sappiano
Della differenza
Tra una mano che offende
E la resistenza.

La foto di apertura è presa dal blog di Andrea Alfano

L’Immaginazione al Potere

sab ,12/12/2009

u559Lo so, è uno slogan del maggio francese. Ma è anche il titolo di uno dei miei romanzi preferiti. Fantascienza (la adoro) Clifford D. Simak, 1971. Ed ecco il mio, di racconti:

Immaginiamo di vivere in un paese dove ci sono almeno tre tipi di malavita organizzata che potremmo anche chiamare (ipoteticamente) Afia, Gheta e Morra.
Immaginiamo che in questo paese il potere politico sia sempre stato collegato al crimine organizzato e che da questo collegamento ne abbia tratto profitti e collusioni. Siamo nell’immaginazione, per cui non ha nessuna importanza se – nei lustri – gli uomini di potere sono cambiati (e hanno, di successione in successione, anche cambiato il simbolo ed il nome dei loro partiti) e se le organizzazioni criminali si sono evolute nella loro spirale di violenza sino a passare dai duelli con il coltello a serramanico a, per esempio, il rapimento di un bambino con esito nello scioglimento del suo cadavere nell’acido (che ne dite del solforico? Penso che possa andare bene: di un corpo immerso in una vasca di acido solforico – in poco tempo – rimangono solo i denti, che dopo possono agevolmente essere recuperati, uno per uno, con una pinza e poi messi per ricordo in un bel barattolino di vetro!).
Immaginiamo che, in questo paese, qualcuno di questi malavitosi si penta dei suoi misfatti, decida di collaborare con la giustizia e dia indicazioni sull’interazione tra la terza carica politica dello stato e la sua organizzazione criminale, possiamo chiamarlo Patuzza: ci piace, è anche onomatopeico, ricorda l’immondizia.

Bene, avviamo il racconto: Patuzza fa la sua dichiarazione in un’aula di tribunale e dice che ha sentito il suo capo, tale Raviano, che indicava come un certo politico (chiamiamolo Lusconi) era il mandante di tutta una serie di stragi finalizzate alla destabilizzazione dello stato. L’intento è chiaro: destabilizzo chi sta al potere e al potere ci vado io. La telecamera si allontana dall’aula e l’immagine si dissolve per lasciare il posto ad un’altra inquadratura: quella di una strage. Seguono brevi flash da cui si capisce perfettamente che Lusconi è ora il capo di un partito monocratico e presidente del consiglio dei ministri, fa il bello ed il cattivo tempo con leggi ad personam e – seppure ha sulle spalle decine e decine di provvedimenti giudiziari – non ha mai fatto nemmeno un’ora di carcere.
Interno notte: Lusconi ed altri figuri sono riuniti in una biblioteca privata, il camino è acceso e loro sono mollemente spaparanzati su splendide poltrone di pelle (di quelle che ti fanno sentire meglio solo a vederle, tanto per intenderci), qualcuno ha in mano un bicchiere di cristallo con ghiaccio e un liquido ambrato (allo spettatore interpretarlo come il proprio liquore preferito), altri un sigaro acceso.
Però hanno tutti una faccia beata e gongolante.
Stanno facendo il punto della situazione, e si capisce subito che tra loro ci sono i referenti di tutte e tre le organizzazioni criminali del paese. Si festeggia la vittoria, dopo le aste pilotate sono finalmente tornati in possesso delle loro proprietà sequestrate da anni. Uno si lamenta che, oltre a pagare il prestanome, ha anche dovuto ristrutturare tutto il salone della sua villa preferita perchè l’avevano adibita a casa famiglia per disabili, e con tutti quegli scivoli che avevano messo al posto degli scalini per far passare le carrozzelle si sentiva disabile anche lui! E giù risatine goliardiche a perdifiato. Poi prende la parola Lusconi, e ringrazia l’Afia per avergli fornito le coordinate che gli hanno permesso di mettere il galera i due giovani rampanti che stavano per scalare il potere, anzi, che avevano già guadagnato il terzo ed il secondo posto nella piramide, spodestando i vecchi. Gliele hanno date proprio in tempo perchè l’arresto avvenisse in concomitanza con le dichiarazioni di Patuzza. E così è tornato tutto a posto: i vecchi capi che stavano perdendo terreno sono tornati sulle loro poltrone e Lusconi ha mantenuto saldamente la sua. E’stato in grado di confondere le idee agli elettori che hanno creduto beatamente nella sua irreprensibile lotta contro il crimine organizzato e si è proprio levato un bel sassolino dalla scarpa: ha detto a tutto il mondo che lui ha le palle!
Ah, che grande soddisfazione!
E mentre sono lì che gongolano … irrompe la forza pubblica, li acchiappa tutti e li porta in galera.
Happy End e titoli di coda.

Ogni riferimento a fatti e personaggi reali è puramente causale.


Lo so, ho letto troppi romanzi di fantascienza. Ma ve l’avevo detto che era un racconto immaginario, o no?

L’immagine di apertura è presa da mondourania

Per favore, fermatelo!

gio ,08/10/2009

Questo intervento andava sbobinato, ne valeva la pena! Non fosse altro che per lasciare ai posteri, nero su bianco, la testimonianza di che cosa sia un delirio.

Ma qualcuno si era accorto che, a un certo punto, sembra che  Vespa parli di golpe?

Applausi

Vespa: presidente

Berlusconi: si dica

Vespa: all’inizio di questa trasmissione noi abbiam mandato le dichiarazioni  che lei .. mhm insomma mhm che lei in maniera emotivamente piuttosto coinvolta …

Berlusconi: no, no ero tranquillissimo Dottor Vespa

Vespa: ah, ecco, appunto

Berlusconi: non ero … non sono coinvolto emotivamente in nulla

Vespa: sì, però si è molto discusso di questa sua, di quella battuta sul Capo dello Stato: Napolitano si sa da che parte sta, il Quirinale ha replicato dicendo sta dalla parte della Costituzione, lei ha repl .. ha controreplicato non mi interessa .. non mi interessa quello che fa  Napolitano, insomma, c’è stata stasera una piccola crisi istituzionale in conseguenza del verdetto della Consulta?

Berlusconi: ma, io ho detto quello che penso e .. e.. secondo me qual’è la situazione. Per cui non ho nulla da modificare rispetto alle mie dichiarazioni che potrebbero anche essere più esplicite e anche più dirette, per cui mi … rimango quello che ho detto e questa è la situazione punto e basta. La Consulta si è contraddetta rispetto al voto di alcuni anni fa, aveva eccepito quattro punti di cambiamento di una legge che era stata respinta proprio per questi quattro punti. Il Parlamento si è applicato. Ha lavorato a lungo, commissioni e aule, e ha modificato questi quattro punti secondo le richieste della Consulta, che, trovandosi di nuovo a dover giudicare ha eccepito la incostituzionalità della Legge che l’altra volta non era stata eccepita. Quindi da qui si ricava quello che ho sempre pensato della Consulta: non è un organo di garanzia, è un organo politico in cui purtroppo per la successione di tre Presidenti della Repubblica  di sinistra, si sono nominati tutti giudici di sinistra e oggi la Corte Costituzionale è occupata e dominata da undici giudici di sinistra, da quattro giudici che non sono di sinistra, e quindi non c’è nessuna speranza di vedere che le decisioni della Corte siano decisioni autonome che rispettino l’oggettività dei dati, ma sono decisioni politiche come in questo caso.

Vespa: Presidente, ma che c’entra il presidente della repubblica con tutto questo?

Berlusconi: il presidente della repubblica aveva garantito con la sua firma che questa legge sarebbe stata approvata anche nei comportamenti successivi e quindi dato la sua notoria influenza sui giudici di sinistra

Bindi (sovrapposta): che significa?

Berlusconi: . e sui giudici … sul giudice che ha nominato lui  bastava ..

Bindi (sovrapposta): ma insomma ma no ma no non è possibile

Berlusconi: che il capo dello stato intervenisse con la sua nota influenza di tutti i capi dello stato sui componenti della corte e ci sarebbe stato uno spostamento di quei due voti che avrebbero fatto passare questa legge

Bindi (sovrapposta): queste sono affermazioni gravissime … gravissime … sono gravissime

Vespa: senta presidente prima di ..

Berlusconi: sento parlare la signora Rosi Bindi …

Vespa: sì, dice che è gravissimo  quello che lei sta dicendo

Berlusconi: è sempre … è sempre più bella che intelligente .. la Signora Rosi Bindi

Vespa:  no, la prego, presidente la prego …  la prego

Berlusconi:  no mi preghi, ma io dico: mi sono stancato di essere cortese con persone che sono sempre scortesi con me quindi

Bindi: presidente … presidente … presidente … io sono una donna che non è a sua disposizione

Berlusconi:signora rosi bindi non mi interessa nulla di quello che lei eccepisce

Bindi: sono una donna che non è a sua disposizione e ritengo molto gravi le affermazioni che lei questa sera ha fatto, contro la corte costituzionale e contro il presidente della repubblica

In sottofondo Vespa che … prega

Berlusconi: e va bene, lei la pensa così … gli italiani, lei vedrà che gli italiani la pensano in una maniera diversissima da lei, va bene?

Bindi: lo vedremo presidente

Vespa: presidente, mi scusi quali saranno le conseguenze politiche di questo … golpe (?) di stasera?

Berlusconi: mah il governo va avanti a governare, abbiamo governato cinque anni dal 2001 al 2006 senza che ci fosse nessun lodo, la minoranza organizzata dei giudici di sinistra che usa la giustizia a fini di lotta politica continuerà a farlo, ci sono due processi in corso a Milano che riguardano anche il presidente del consiglio, cioè il sottoscritto, che son semplicemente due farse, io, non solo andrò in tribunale a presentare le mie difese, ma andrò: in radio, sui giornali, in televisione e esporrò agli itagliani la sostanza di questi processi, voglio vedere se poi ci sarà un collegio come quello che ha giudicato precedentemente il Signor Mills formato tutto da giudici di sinistra, che sono scesi in piazza con i cartelli contro il governo, che hanno firmato le dichiarazioni contro il governo, che avranno di fronte agli itagliani il coraggio di emettere una sentenza  contro la realtà delle cose. Quindi son deciso, vado avanti, sono … non sono emotivamente coinvolto perchè io sono sempre così, come sto parlando adesso, forse mi sono stancato di non dire la verità delle cose come mi appare. E siccome noi siamo in una situazione in cui abbiamo: questa minoranza organizzata di giudici di sinistra che usa la giustizia per fare lotta politica, una maggioranza della stampa di sinistra con a capo Repubblica che vediamo come si comporta, ehm una magg .. una trasmissione,  una RAI che ha, eccetto quella del Signor Vespa tutti gli altri … ehm … trasmissioni di approfondimento, che sono di sinistra e che vanno contro al governo, che fanno processi al governo della maggioranza, più tutta la satira che è tutta contro il governo, più un capo dello stato che è espressione di una vecchia maggioranza di sinistra, che aveva anche ottenuto la maggioranza con quei 26 mila voti che noi gli abbiamo, con …. ehm . ragione contestati e oggi quindi, e con una corte che oggi non è più organo di garanzia  ma è … è … organo politico dominato dalla sinistra, dico noi abbiamo il diritto di dire questo agli italiani che sappiano che per fortuna ci siamo noi. Qualcuno ha detto, e io ho ripreso la cosa, meno male che Silvio c’è, perchè noi non permetteremo a questa sinistra di prevalere, non permetteremo che ribalti il risultato del voto, che sovverta il volere dei elettori

Bindi (sovrapposta): ma chi gliel’ha chiesto .. ma chi gliel’ha chiesto

Berlusconi: e quindi noi continueremo a governare il paese con la serenità di sempre senza lasciarci assolutamente eh eh mettere il timore da questa sinistra che si comporta usando queste armi che secondo me non fanno parte di una vera democrazia. In una democrazia il parere degli elettori, il voto degli elettori si rispetta, il governo e la maggioranza governano per gli anni di una legislatura, che sono cinque, non c’è nessun diritto da parte della sinistra

Bindi (sovrapposta)i: ma chi ha chiesto il contrario, ma chi ha chiesto il contrario, chi ha chiesto il contrario

Berlusconi: di pretendere  che un governo lasci il posto, una maggioranza di elettori che ha confermato in tutte le successive occasioni elettorali Sicilia, Roma … Abruzzo, Sardegna, Elezioni Europee, Elezioni Amministrative, di sostenere questo governo

Vespa: una domanda

Bindi (sovrapposta) : ma chi gli ha chiesto il contrario, nessuno ha chiesto le dimissioni

Berlusconi: e noi governeremo da qui in avanti per tutti gli anni che restano senza farci intimidire da questa sinistra  prepotente, che attacca con armi che non sono della democrazia, chi è stato regolarmente eletto, democraticamente eletto dalla maggioranza degli italiani e ha oggi il 70 per cento del gradimento degli italiani

No comment

Contro la pazzia non valgono argomenti

Voglio parlare della Lega Nord

gio ,10/09/2009
Renzo Bossi

Renzo Bossi

In un momento in cui i giornali stanno continuando ad incalzare con le escort e con gli scandali sessuali di destra e di sinistra, in un momento dove si fanno sottoscrizioni per Repubblica e Unità perchè sono state querelate da Berlusconi ma pochi sanno che Report non potrà più andare in onda (perchè non avrà copertura assicurativa!) e che Annozero, a pochi giorni dal suo inizio non ha ancora un contratto, in un momento come questo, io voglio sparare sulla Lega!

Facciamo una premessa: è’ un periodo tormentato, questo, come tutti quelli di transizione: ormai il declino di Berlusconi è diventato palese per tutti, anche per quelli che non ci vogliono credere e che ancora sperano.

Per mesi, anzi, per anni,  tutti noi (sinistrorsi, impegnati o simpatizzanti, intellettuali o semianalfabeti, testate giornalistiche in primis) abbiamo postato, sorriso e condiviso sui blog e su FB le gaffe del premier, lo abbiamo trasformato (beh, non può dire nulla: ce lo aveva insegnato lui, per primo, in campagna elettorale) in centinaia di fantocci di cartone con la sua faccia da * (metteteci quello che vi pare ndr) ultimo quello di Superman (anche di questo non può lagnarsi: l’ha detto lui!).

Ma diciamocela per intero: io ne ho le tasche piene! E’ ormai una storia trita, ritrita e rimpastata, come il polpettone fatto con gli avanzi, e il burattinaio è diventato un burattino che – sempre a me – non riesce più ad evocare nè odio nè rabbia ma solo pena, in quelle sue manifestazioni plateali di stizza da bizze di bambini nei confronti di chiunque non sia lì, in adorazione, a sbavare per lui e in quel suo mascherarsi da grande tombeur de famme, con mise da play boy, due dita di cerone sulla faccia, capelli impomatati e (penso) pilloline blu in tasca.

L’alleato di sempre lo sta demolendo con signorilità, l’altro alleato, un po’ meno fraterno e molto meno signorile, lo sta sorpassando al galoppo nella guida dello Stato: ormai si è aperto il totolotto della successione al potere, primi in gara Fini e Tremonti.

E allora? Non è che voglio andare controcorrente ma, come sempre, cerco di ragionare con la mia testa: siccome non credo più che Berlusconi, stante il suo declino cognitivo e comportamentale, sia ancora colui che detta legge, ma che gli stiano solo dando contentini apparenti per soddisfare il suo ego insaziabile, e che – nel frattempo – coloro che tirano le fila si stiano facendo solo i propri interessi, non mi va più di “sparare sulla Croce Rossa” (anche se su quella vera ci sparerei volentieri, come ben sa chi legge il mio blog!) ma voglio puntare il dito contro chi ritengo che oggi sia il mio (ed anche il vostro) peggior nemico: la Lega.

La notizia di oggi non è una notizia “fresca”, è uscita diversi mesi fa, e ve la riporto così come è  scritta su Byteliberi, a cui, se vi va, potete anche dare uno sguardo, perchè ci sono riferimenti e commenti piuttosto interesanti.

Il carissimo Europarlamentare della Lega Nord Francesco Speroni, che da sempre spinge, per ottenere consenso elettorale, su tattiche demagogiche come sbraitare contro le pratiche nepotiste di Roma ladrona, ha scelto un nuovo “assistente accreditato al Parlamento europeo”.

Provate ad indovinare chi è il fortunato… dai che la risposta è semplice: ovviamente il figlio del Boss. Renzo Bossi.

E così un ragazzino senza alcun merito se non quello di essersi fatto bocciare per ben tre volte alla maturità, si ritrova a fare il portaborse in Europa alla faccia di tutti i precari laureati d’Italia.

Ma la parte più scioccante arriva adesso. Sedetevi e prendete un bel respiro perché quello che state per leggere vi farà incazzare come bestie.

Pare che il signorino “Schiavi di Roma Mai” guadagni ben DODICIMILA (12000) euro mensili. Una cifra decisamente spropositata per un somaro. Evviva l’Italia… o in questo caso forse è meglio dire: Evviva la Padania!

NO COMMENT!

La foto di apertura è presa dallo stesso articolo.