Luci & Ombre
It's my BLOG, and I'll rant if I wanna

San Silvio da Arcore

     Posted on gio ,18/03/2010 by Antonella
San Silvio da Arcore

San Silvio da Arcore

Ogni tanto capita di trovare qualcosa di imperdibile, da pubblicare sul blog, anche se non l’ho scritto io.

E’ il caso di qusta “missiva”, arrivatami da un amico su Fb.

L’impostazione ed il titolo, però, confesso che è mia.

Eccovi la missiva:

Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.
Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!

PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l’obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone: non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo…

Autore Anonimo

E il mio amico si è chiesto: …e io mi chiedo…c’è da piangere…o da ridere???!!!

La mia risposta è stata: PER ME C’E’ SOLO DA INCAZZARSI!!!!!!

La foto di apertura è presa da: Flick

E i rifiuti di Napoli, dove sono finiti?

     Posted on lun ,08/03/2010 by Antonella

discaricaIl 4 marzo 2009 è arrivata la sentenza di condanna della Corte Europea nei confronti dell’Italia per inadempienze del nostro Paese nello smaltimento dei rifiuti. La pena: il congelamento di 500 milioni di fondi UE.

La storia ha radici remote. Inizia nel 2007 con una diffida al nostro governo, inviata a causa dell’accumularsi dei rifiuti in Campania. Un mese dopo, l’arrivo a Napoli di una delegazione per un sopralluogo; dopo una serie di incontri e riunioni con i rappresentanti italiani, il primo febbraio del 2008 la commissione spedisce un «parere motivato», invitando l’Italia a conformarsi entro un mese alle direttive europee. Il 4 marzo arriva la replica, giudicata insufficiente, e parte il ricorso. Quattro giorni fa la sentenza.

La notizia è passata in sordina con un’unica breve citazione, nella maggioranza dei Telegiornali. Ma le vaire dichiarazioni politiche non sono mancate, chiaramente ognuna di esse tesa a “tirare l’acqua al proprio mulino”.

Riporto da Repubblica del 5 marzo:  La sentenza, che Legambiente definisce «sacrosanta», infiamma la campagna elettorale per le Regionali. Stefano Caldoro, candidato governatore del Pdl, dice: «Chiediamo a chi ha sbagliato, ovvero a uomini del centrosinistra, a chi ha avuto responsabilità in questi anni, di pagare in proprio» mentre Vincenzo De Luca, candidato del Pd, parla di «conseguenza di un´incapacità politica di affrontare il problema. È stato un disastro a cui hanno partecipato governo, Regione e comuni». E Paolo Ferrero, candidato governatore per la Federazione della Sinistra, sottolinea: «Nessuno provi a sottrarsi alle proprie colpe». Da una settimana, con la conversione in legge del decreto varato alla fine del 2009, è stata dichiarata ufficialmente chiusa l´emergenza. Il ritorno ai poteri ordinari diventerà effettivo solo a fine 2010. Nel frattempo resterà in piedi la “struttura stralcio” individuata dalla legge specie con l´obiettivo di sistemare i conti. Sta funzionando, ed è in grado di bruciare fino a 2 mila tonnellate di materiale, il termovalorizzarore di Acerra. Sul tappeto almeno tre nodi: la destinazione delle ecoballe (cinque, forse 8 milioni) accumulate negli anni della crisi, la raccolta differenziata, attestata su base regionale al 23% (entro fine anno dovrebbe arrivare al 35) e soprattutto la creazione delle Aziende provinciali dei rifiuti. «La vera sfida è questa», dice l´assessore regionale Walter Ganapini.

Il fatto reale, è che – a prescindere da quelle che possono essere le responsabilità oggettive dei singoli governi regionali (di destra o di sinistra che siano stati) e ce ne sono state da entrambe le pari, è inutile infilare la testa sotto la sabbia come gli struzzi! – l’Italia tutta è stata svergognata per l’ennesima volta di fronte al mondo intero!.

Però, per quanto mi riguarda, il problema principale non è questo. Tanto, la nostra faccia all’estero, ormai è buona solo per creare vignette umoristiche, viste le figuracce che “qualcuno” che ci rappresenta ha continuato e continua a fare da 15 anni a questa parte. Quello che mi preoccupa seriamente è la nostra salute, la nostra e quella dei nostri figli.

Già, perchè non so a quale pena saremmo oggi condannati, se gli ispettori dell’UE tornassero ed andassero ad indagare che cosa ne è stato della montagna di rifiuti che sono stati allontanati dalle strade di Napoli l’anno scorso, ad opera della nostra efficientissima Protezione Civile al seguito del nostro altrettanto efficientissimo attuale Governo. Ed, infatti – da un anno – è ormai diventato un grido di battaglia ed un fiore all’occhiello del PDL, che Napoli è stata adeguatamente e prontamente liberata dai rifiuti che l’appestavano,  con un intervento straordinario e di eccezionale portata, definitivamente risolutore del problema.

Ma risolutore di che? Si, i rifiuti nelle strade di Napoli non ci sono più, ma ci siamo mai chiesti dove siano andati a finire?

600_3742817Ve lo dico subito: nella discarica di Ferrandelle (Santa Maria La Fossa – Caserta) nel bel mezzo di vaste coltivazioni agricole e copiosi allevamenti bufalini.  E’ esaustivo il video girato da Legambiente a proposito (che trovate in ecoblog e che vi consiglio di andare a vedere: è mooolto interes- sante)

Si parla del termocombustore (termova- lorizzatore, inceneritore, termocon-eritore – e chi più ne ha più ne metta – che dir si voglia!!!!!) di Acerra, si sbandiera a destra e a manca, ma non si dice che i rifiuti di Napoli, poiché sono stati compattati senza selezione a monte, non potranno mai essere bruciati lì.

Riporto dal blog del Partito del Sud (maggio 2009)  L’area dove sono depositati i rifiuti fu sequestrata al boss Francesco Schiavone, Sandokan, ed affidata al Consorzio Agrorinasce per farne una fattoria di prodotti tipici. Ma, nonostante l’avvio dei primi lavori per dare vita all’iniziativa, il terreno fu requisito in piena emergenza rifiuti. I sindaci di Santa Maria La Fossa e Grazzanise, poco più di un anno fa, guidarono una clamorosa protesta alla testa delle popolazioni locali. Dopo un braccio di ferro con il Commissario per l’emergenza rifiuti, diedero il via libera alla costruzione di due piazzole che dovevano “ospitare” all’incirca 90 mila metri cubi di rifiuti. Ma in via temporanea e con l’impegno a bonificare il sito entro breve tempo. “Qui ce ne sono almeno un milione di metri cubi di rifiuti – spiega il professor Stefano Tonziello, di Legambiente – e continuano a crescere giorno dopo giorno, perché l’emergenza non è finita, ma è stata solo spostata dalle città. 600_3742822

Non solo, ma tornando ancora indietro nel tempo (aprile 2008) scopriamo che la discarica era stata chiusa perché vi era la presenza di una enorme quantità di percolato, che inquinava le falde acquifere. La foto qui riportata e le notizie sui percolati le trovate nel blog Il Sale nel Mondo che ha riproposto nel maggio 2009 l’articolo del 2008: ancora angosciosamente attuale, poiché nel frattempo nulla era stato fatto per bonificare la discarica in questione.

E allora, mi ripeto: se venisse oggi la Commissione UE a vedere come vengono “smaltiti” i rifiuti di Napoli (e di gran parte della Campania) quale pena ci potrebbe comminare?

Le foto di questo articolo provengono da alcuni del blog citati.

209 chili d’amore!

     Posted on ven ,01/01/2010 by Antonella

Da sinistra a destra: Ailjia, Daeera, Dustin

Da sinistra a destra: Ailjia, Daeera, Dustin

Io dico sempre che se uno ha un cane che pesa 10 chili, ha 10 chili d’amore. Io ne ho 209 (di chili d’amore) e per questo sono molto, ma molto ricca.

Ho tre cani: Dustin (87 kg) Daeera (72 kg) ed Ailjia (50 kg). Tutti e tre sono stati “raccattati”. Seppure di razza, i due Mastiff (fratello e sorella) mi sono stati regalati – a quattro mesi di vita – dall’alleva- mento, perchè avevano dei piccoli difetti e non so quale sarebbe stato il loro destino (anche se – da malpensante quale sono – temo sarebbe stato il peggio); sulla Rottweiler … glissiamo: non aveva un gran bel futuro prossimo!

E ora provate a passare!

E ora provate a passare!

Sono grossi, e con la loro mole ingombrano un casino: quando si spaparanzano in cucina non sai più dove camminare. Mangiano due volte al giorno e quando vado a fare la spesa mensile, per scaricare la macchina e mettere a posto i sacchi di crocchette e le scatolette di carne mi serve il carrellino. Quando, poi, si mettono tutti e tre a fare le coccole, soprattutto quelle che chiamo “le manfrine del buongiorno”, non ti lasciano muovere ed, anzi, rischi di cadere a terra perchè ti spintonano col muso in cerca di carezze e “grattini”.

Poi c’è un grosso inconveniente: i due Mastiff (Dustin e Daeera) sbavano. Non ti permettere di dargli un biscottino in casa o di farli entrare dopo la pappa: annaffiano dappertutto!

AILJIA

AILJIA

Il Rottweiler (Ailjia), invece, lecca. Lecca dappertutto e tutto quello che può e preferibilmente … mamma! E’ arrivata in casa piccolissima, è stata poco con la sua mamma naturale e l’imprinting l’ha avuto con me. Respira l’aria che respiro io e mi segue passo passo come un barboncino, con quegli occhioni tristi e l’espres- sione “a punto interrogativo”, come se mi chiedesse: e ora cosa facciamo, mamma? Non dovrei dirlo, ma lo dico lo stesso: abbiamo preso l’abitudine di andare a comprare le sigarette insieme. Quando, a volte, rimango senza sigarette, basta che la chiami ed apra la portiera della macchina, lato passeggero (un fuoristrada): lei sale, si siede sul sedile … e si lascia mettere la cintura di sicurezza! Poi andiamo fino al più vicino posto di approvvigionamento e lei mi aspetta in macchina, buona buona, per salutarmi con un leccotto quando ritorno. I Rottweiler sono cani cattivi? La mia no! In quattro anni di vita in comune non ho mai avuto bisogno di alzare le mani su di lei. Sono sempre bastati il tono di voce e pochi comandi brevi e secchi, il più delle volte sono sufficienti un gesto o, addirittura, un’occhiata. E a casa mia può entrare chiunque, ci sono solo due vincoli: che io sia presente e che la persona non mi sia ostile, cioè sia accettata da me, non mi faccia paura. Punto. Non ho mai avuto problemi.

DUSTIN

DUSTIN

Dustin, ultimamente è stato male. Ha avuto una torsione di stomaco ed è stato operato d’urgenza la notte del 5 dicembre. A causa sua non sono potuta andare al NoBDay e pensate che mi ero comprata un poncho viola proprio per l’occa- sione (non amo le mode e nel mio guardaroba quello è l’unico indumento viola!). Ma quando, oggi che si è completamente ristabilito, mi viene vicino e so che ho rischiato di non averlo più … si prende doppie coccole, solo per il fatto che è ancora qui con me. Forse l’ha capito anche lui, perchè da quel giorno è molto, ma molto più appiccicoso.

DAEERA

DAEERA

Che dire di Daeera? Quando è arrivata era solo pelle e ossa, non mangiava perchè aveva una bruttissima infezione delle tonsille. C’è voluto il bello e il buono per tirarla fuori. Non so cosa abbia passato in quei quattro mesi della sua esistenza prima che arrivasse qui, so soltanto che ha paura di tutto, anche della propria ombra e vi assicuro che qui non ha mai assaggiato nulla che andasse oltre al rimprovero verbale! Come regalo della grossa debilitazione che aveva le è rimasta una paresi facciale: ha l’emilato sinistro del muso più piccolo del destro, ed è buffa quando ti guarda e anche decisamente bruttina! Ma quando allunga quella la “zampina” destra verso di te, a chiederti di interessarti a lei, non puoi fare a meno di scioglierti!

Non è facile, occuparsi da sola di questi tre bestioni. L’amore reciproco è tanto, ma le difficoltà sono altrettanto molte (immaginatevi solo la mole di cacchine da pulire quotidianamente!).

E poi ci sono i vicini che, per definizione, non si fanno mai i fatti propi. Lasciamo stare le critiche sul fatto che i miei cani esistano e siano così tanti e così grossi. E’ come li tratto che li indispone: ci gioco, ci parlo, non li scaratto (termine dialettale per indicare: allontanare bruscamente, in malo modo ndr) e non mi comporto da “padrona”.  E me ne frego pure della sicurezza e lascio spesso la porta di cucina aperta, addirittura di notte e anche quando esco (come se le porte di accesso, a casa mia, fossero dei portoni blindati e non fosse facile aprirli con un semplice spintone, purtroppo!)

Chissà perchè, però, tutti quanti (nonostante le porte chiuse a chiave) nel circondario hanno avuto almeno una visita dei ladri, tutti tranne me … fino a qualche giorno fa!

Eh sì, ci si sono provati anche qui!

Non me ne sono accorta subito, perchè sono stata via per Natale, e poi dovete sapere che abito in campagna in una casa su due piani, ma da quando sono rimasta sola ho dismesso l’uso del piano superiore e non ci vado quasi mai.

Ieri, invece, sono salita … ed ho trovato la sorpresa! Si erano arrampicati fino al balcone ed avevano rotto il vetro di una stanza. Solo che io, come al solito, avevo lasciato la porta della cucina aperta ed i cani sicuramente stavano dormendo dentro casa, al piano di sotto. Me li sono immaginati, i ladri: notte, buio, casa silenziosa, nessun cane in giardino … via! Ma non credo abbiano fatto molta strada, come hanno provato a scendere le scale (se non prima) si saranno trovati di fronte l’orda arrabbiata! Non hanno avuto il tempo di prendere nulla e si saranno dati alla fuga a perdifiato.

Il tutto, in barba ai vicini!

PS: BUON 2010 A TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Splendida lettera di “uno di noi”

     Posted on mer ,30/12/2009 by Antonella

on-silvio-berlusconi-a1 L’ha postata stamattina su Fb un’amica, non ne so altro. Su questo Blog ho sempre scritto cose di mio pugno, ma queste righe sono veramente splendide.

Buona Lettura

Egregio Signor Presidente del Consiglio,

Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi più stretti collaboratori: “perchè mai mi odiano?”

Io sono un signor nessuno, uno dei sessanta milioni di italiani senza volto e senza nome, buoni solo per comparire come unità statistiche nelle rilevazioni demografiche. Comunque, visto che lei ha fatto una domanda, per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle. Io sono tra quelli che la odiano, nel senso che non la amano.

Intendiamoci: trovo l’odio un sentimento disdicevole. Ho ricevuto un’educazione cristiana, sebbene l’abbia rinnegata; però certi valori mi sono rimasti dentro. Nella mia vita ho cercato di essere sempre dalla parte dei deboli e di trovare mille attenuanti per chi ha sbagliato.

Eppure nei suoi confronti provo un “non amore” irrefrenabile.

Stia tranquillo: sono un uomo di pace: faccio fatica anche ad ammazzare le mosche; perciò il mio odio non si tradurrà in altro che in un desolato isolamento. Scuoto la testa e da lei traggo insegnamento, per me e per i miei figli, di quanto non sia esempio da imitare.

Lei non conosce me, ma io conosco lei, dai tempi in cui ella era un oscuro costruttore edile quando, sindaco Carlo Sangalli (ora Presidente della Camera di Commercio di Milano) fondò l’Edilnord e iniziò a costruire a Brugherio. Ricordo le sue liti con la civica amministrazione di quella città per gli abusi edilizi e come, già allora, avesse il vezzo di ottenere con la prepotenza quello che non avrebbe potuto ottenere secondo la legge. Poi l’ho seguita nella sua avventura con Telealtomilanese e ancora con l’avvio delle Sue reti televisive. Ricordo la legge Mammì, ricordo Craxi e gli indebiti favori che ella ha ricevuto e ricambiato con sostanziose tangenti.

La conosco, Signor Presidente: annuso l’aria a pochi metri in linea d’aria dagli studi di Mediaset e da Milano Due, che ella ha costruito.

Non parlo per “sentito dire” ma perchè, negli anni, ho costruito testimonianza diretta di quello che Ella è.

Devo dire che la Sua, se non fosse una figura moralmente indecente, sarebbe da ammirare per la genialità: non ha sbagliato nulla. E’ partito con una piccola impresa, a debiti e con finanziamenti di cui lei non ha mai bene rendicontato e ha costruito un impero, con fredda logica e con assoluta lungimiranza. Lei dice che è entrato in politica nel 1994; non è vero. Lei ha preparato il terreno molto, molto prima. Lo ha fatto comprando il Milan, con le sue televisioni.

Più che merci lei ha comprato coscienze. Lei ha compreso molto bene cosa sia il marketing e quali siano le tecniche di vendita. Non fa mai nulla che non abbia un riscontro positivo nei sondaggi.

Per lei non ha valore morale quello che fa: ella non è il “Principe”; ha un disegno preciso, che coincide col suo interesse personale. Però ha capito molto bene che, per avere consenso, deve azionare delle “leve”, che corrispondono ai processi di immedesimazione, di emulazione.

Lei ha trasformato un perdente in un vincitore, un debole in un forte, un povero in un ricco; e questo è il suo autentico miracolo. Tutto nella finzione, ovviamente.

Però, e anche questo è un Suo “merito”. Lei ha saputo rendere labile il confine tra realtà e finzione. Lei è “nudo”, come quel famoso Re; eppure lo stuolo di cortigiani e di folle osannanti che la seguono sono pronti a giurare che ella sia bello, invincibile, munifico.

Dal Principe di Machiavelli ha sicuramente imparato una cosa: il fine giustifica i mezzi; ecco perchè non è mai andato per il sottile. Per lei lo Stato è un’azienda, la cultura un optional, la povertà un ”inconveniente”, come arditamente l’ha definita.

Lei ha capito bene, come il Mefistofele, che “la moneta cattiva scaccia quella buona” e, più ancora, che se getta a terra una manciata di monete la gente si accapiglierà per raccoglierle.

Lei, da perfetto populista, si appella al popolo perchè ratifichi le sue scelte. Ma cos’è il popolo, chi è il popolo? E’ forse un monolite che, unum corde, prende decisioni all’unisono? No, lei lo sa benissimo, perchè è contornato da statistici, che il popolo non esiste se non come somma di tante unità che compongono l’insieme.

Lei sa che si compone e si scompone in continuazione e perciò ha bisogno di suggestioni in cui riconoscersi.

Il popolo è:

* quello che pochi giorni prima gridava ” Osanna al figlio di David” e, poco dopo urlava a Pilato: “Libera Barabba”.

* quello che sotto il balcone di Palazzo Venezia urlava in delirio per il Duce che annunciava la dichiarazione di guerra alla Francia e poi, dopo vent’anni [correggo: poco meno di cinque anni], ne sputacchiava e calpestava il cadavere nella polvere, prima che fosse appeso a un distributore di benzina.

* quello che al nord odia i “terroni” e al sud odia i “polentoni”;

* quello che si divide negli stadi, che si divide su tutto, che perde le staffe quando è in coda, quello che cerca di non pagare le tasse e, potendo, porta i denari all’estero.

Lei ha saputo trarre il peggio da questo popolo e ha fatto leva sui suoi peggiori istinti. Ha contribuito grandemente ad affossare la nostra cultura a fare di questo paese, una volta perla della civiltà, patria della pittura, della scultura, della musica, un paese a rimorchio della peggiore cultura altrui.

Le soap opera, i programmi violenti e dozzinali che le sue televisioni somministrano al popolo, hanno contribuito grandemente a distruggere quel patrimonio di saperi che hanno fatto dell’Italia uno dei paesi più ammirati nella storia della civiltà.

*Lei ci ha lasciato il cafonal, l’idea che bisogna a tutti costi primeggiare, essere vincenti.

*Ha convinto i poveri e gli stolti che la fortuna può “baciare tutti” e che i cieli siano sempre azzurri: basta solo essere ottimisti.

* Ha definito la politica un teatrino, cancellando, con questo giudizio, secoli di civiltà ereditati dall’ellenismo, dal continuo interrogarsi dell’uomo sulla società, sui suoi poteri e limiti in rapporto ai diritti dell’individuo.

* Si è preso burla della civiltà giuridica, ha definito i giudici ”persone mentalmente disturbate”. Ha spiegato a milioni di italiani che è meglio “avere” che “essere”.

* Ha insegnato che non serve rispettare le regole; anzi: se queste non corrispondono ai tuoi personali disegni fai in modo di cambiarle.

* La Casa di tutti l’ha trasformata nella casa dei vincitori, a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo, anche quello dell’ indecenza.

* Ha insegnato agli italiani che la corruzione, il rampantismo, lo sgomitare per farsi largo sono la via giusta per affermarsi e che il diritto e la ragione sono solo armi per i deboli. Vae victis.

Ecco perchè non la amo signor Presidente, perchè lei è l’opposto di tutti quei valori in cui credo, che sono l’onestà, la sussidiarietà, la solidarietà, l’altruismo, la compassione, la valorizzazione dei saperi, delle bellezze naturali e artistiche di questo grande e meraviglioso paese. Non credo nel demonio Signor Presidente, ma se esistesse avrebbe il suo volto.

Detto questo provo pena per lei che è stato colpito nel fisico da un atto sconsiderato.

Io, da perfetta nullità, ho solo un’arma per poterLa colpire: il voto. Purtroppo subirò il suo potere, indifeso come sono d’innanzi alla sua forza devastatrice. Ma me lo consenta: di quello che lei fa, non c’è nulla di fatto in nome mio.

Con disistima

Lettera firmata

No comment, se non quello che ha scritto la mia amica Claudia a chiusura della sua nota:

E che gli uomini sappiano
Della differenza
Tra una mano che offende
E la resistenza.

La foto di apertura è presa dal blog di Andrea Alfano

Il parco naturale costiero di Rimigliano

     Posted on mer ,30/12/2009 by Antonella

Poggio San Leonardo visto dallaTorraccia (mia)

Poggio San Leonardo visto dallaTorraccia (mia)

Visto che siamo in tema natalizio e che dovremmo – almeno per un momento – dimenticarci i guai, oggi vi presento un posto speciale: il Parco di Rimigliano.

E’ una striscia di macchia mediter- ranea addossata alla spiaggia, per una profondità di 200-240 metri, delimitata da una strada provinciale (Via della Principessa) che si snoda per quasi sei chilometri, nel comune di San Vincenzo fino al confine con il comune di Piombino (il tutto nella Provincia di Livorno in prossimità dell’Isola d’Elba).

Panorama (da Rimigliano)
Panorama (da Rimigliano)

A nord è delimitato dal Villaggio Riva degli Etruschi, a sud dalla Torraccia, cui segue il Promontorio del Poggio San Leonardo.

Panorama (da Rimigliano)
Panorama (da Rimigliano)

Da sempre, noi del posto – almeno per la mia generazione -, eravamo abituati ad andare al mare alla Torraccia, spiaggia libera e poco affollata dove, se ti spaparanzavi sul bagnasciuga e infilavi le mani nella sabbia, potevi racimolare le arselle (telline ndr) o – a sera – qualche granchio e, se camminavi con il naso in giù, potevi anche facilmente trovare un “occhio di Santa Lucia” (l’opercolo di una conchiglia erosa dal mare, con cui si facevano castoni per anelli o ciondoli per collane e orecchini).

La Torre Nuova o La Toraccia (mia)

La Torre Nuova o La Toraccia (mia)

Per noi bambini la Torraccia era un qualcosa di fantastico e fantasioso, un misto di storia e mistero che ci faceva sognare di avvistamenti corsari e di battaglie in mari lontani di epoche remote. La costruzione esiste ancora e a me, personal- mente, non sembra che negli anni sia minimamente cambiata. In effetti venne costruita tra il XII ed il XIII secolo dai Pisani che cominciavano a mordere il freno contro i fiorentini. Ma persero la disputa (oggi, a San Vincenzo, si rievoca la storica battaglia di supremazia avvenuta il 17 agosto 1505) e la torre fu rimaneggiata dai Medici; in questo modo rimase attiva fino al tardo seicento quando, di fronte, venne costruita la Torre Nuova e quella che nel nostro dialetto si chiama oggi “la Torraccia” diventò la “Torre Vecchia”.

copia pinetaLì vicino c’era un omonimo campeggio. Uno di quei campeggi creati nelle nostre mitiche pinete mediterranee, ormai quasi completamente scomparsi, in cui non c’era nemmeno la necessità di mettersi il copricostume per andare in spiaggia. Per me quel campeggio era un vero sogno, ma non ci sono mai andata, capirete: con la casa di famiglia a qualche chilometro, anche se per anni le nostre ferie sono state da campeggiatori DOC con tanto di canadese e fornellino spartano, la Torraccia non era nemmeno proponibile!

Una duna sabbiosa che incornicia la spiaggia (da Rimigliano)

Una duna sabbiosa che incornicia la spiaggia (da Rimigliano)

Negli anni, la striscia di Rimigliano è rimasta quasi completamente incontaminata, anche perchè – pur essendo di proprietà privata (Conti della Gherardesca) – non si è mai potuto fare un recinto, che sarebbe stato decisamente antieconomico, soprattutto a causa del fatto che  uno dei lati maggiori confinava col mare (e, quindi, l’area sarebbe stata facilmente accessibile seppure recintata).

Siepi di ginepro (da Rimigliano)

Siepi di ginepro (da Rimigliano)

Così la gente ha cominciato a frequentarla “di fatto” e, nel 1973, un accordo tra cinque comuni della zona ha decretato che l’area venisse riconosciuta parco naturale, preservandola, in questo modo, da ogni eventuale insediamento, sia abitativo che balneare. Il parco era della gente, che d’estate parcheg- giava la macchina in due intermi- nabili linee rette parallele, disposte lungo entrambi i lati di Via della Principessa e si inoltrava in viottoli naturali fino alla spiaggia, il più delle volte  per rimanervi tutto il giorno. Spesso arrivavano presto, famiglie intere cariche di bagagli perchè si portavano il tavolino da campeggio da mettere “in pineta” (come diciamo qui, anche se gli alberi non erano proprio pini) per consumare il pranzo al riparo dalla canicola, con relativa pennichella rinfrescaa (al mare c’è sempre un po’ di vento) e siccome gli spazi del sottobosco idonei a queste attività non erano molti, si doveva fare a gara per accaparrarsi i migliori, “occupandoli” proprio di prima mattina con il tavolino piazzato, le sedie al seguito, magari un’amaca ed, in bella mostra sul pianale del tavolo, il pacco degli alimenti, rigorosamente protetto dalla tovaglia, in genere a quadroni bianchi e rossi, annodata ai quattro angoli come i fagotti che, secoli fa, i viandanti appendevano alla punta dello storico bastone in spalla, come in certe illustrazioni dei libri di favole della mia infanzia. Negli anni novata, ed ormai era l’epoca in cui ci andavo molto raramente, vennero iniziati i lavori di adeguamento turistico: una sorta di protezione con una staccionata in legno, viottoli predisposti, grandi tavoli in assi di legno corredate da panchine negli spazi dei tavolini e – negli accessi principali – il passo carrabile con grande cartellone di divieti, le docce ed i bagni; attaccate ad alcune piante apparirono le spiegazioni botaniche.

Il recente taglio del sottobosco (da Rimigliano)

Il recente taglio del sottobosco (da Rimigliano)

Oggi, il Parco di Rimigliano è di proprietà del comune di San Vincenzo, che ha assegnato a privati il taglio per indirizzamento ad alto fusto e nella fascia esterna c’è stata la completa eliminazione di tutto il sottobosco. Sicuramente è più vivibile per i “bagnanti”. Sicuramente è ancora protetto da grossi vincoli contro gli insedia- menti. Ma altrettanto sicuramente non è più quell’oasi selvaggia che ne aveva fatto, in Italia, quegli unici “sei chilometri di litorale sabbioso, con ampio arenile non interessato da fenomeni erosivi, incorniciato da un bosco naturale ed intatto, del tutto privo di segni visibili di interventi umani, e nel contempo, pienamente accessibile ed usufruibile da tutti” (da Wikipedia) che era stato sino all’anno scorso. Basti pensare che il taglio del sottobosco ha fatto scomparire tutti gli animali dalla fascia esterna.

La paura di snaturalizzazione è reale, basta sapere cosa è già successo negli anni passati per rabbrividire. All’inizio c’era solo la “Riva Degli Etruschi”, fu costruita ancora prima che Rimigliano diventasse parco naturale. Era un complesso turistico all’avanguardia – all’epoca – ed un luogo che attirava la nostra immaginazione di adolescenti: non avevamo ancora una coscienza naturalistica, allora! E pensare che era proprio dentro alla macchia, dal lato marino di Via della Principessa, con tanto di piscina, bar, ristorante e addirittura parrucchiere e banca!

Il Garden (da Rimigliano)

Il Garden (da Rimigliano)

Il resto, però, per anni rimase intatto … finchè non arrivarono Riva dei Cavalleggeri e Garden Club. E così, la porzione nord del Parco (piano piano, come dice Rimigliano.blogspot che consiglio di leggere attentamente e da cui ho preso molte notizie e foto) è stata urbanizzata fino a diventare un giardinetto in metastile tra Far West e Rimini!

Ma questa volta, il Sindaco di San Vincenzo, Michele Biagi, nel programma elettorale di qualche mese fa si è impegnato a mantenere il Parco di Rimigliano “allo stato naturale” e con destinazione “all’uso pubblico indifferenziato” (rimigliano.blogspot). Mi dicono qui, a San Vincenzo, che è persona affidabile e coerente.

Voglio crederci, nell’interesse di tutti: in fin dei conti SIAMO ANCORA NELLE FESTE  DI NATALE!

Le foto contrassegnate con “da Rimigliano” sono prese da Rimigliano.blogspot . Se vi interessa quest’oasi, andatelo a leggere attentamente: è piuttosto interessante. Le altre sono state scattate il giorno di Natale da Diego De Cao (mio figlio ndr).

http://www.aconticelli.com/?feed=rss2